Coccodrillo in via di estinzione fotografato con centinaia di cuccioli sulle spalle

Gaviale (credito: Dhritiman Mukherjee; sito web)

Nella spettacolare foto realizzata dal fotografa indiano Dhritiman Mukherjee si può vedere una specie di gaviale del Gange maschio, un coccodrillo che fa parte della famiglia dei gavialidi (l’unica specie esistente oggi della famiglia), che trasporta sulle proprie spalle decine e decine, di piccoli, forse più di 100. Si tratta di una foto che infonde fiducia sulle possibilità che le popolazioni di questo coccodrillo indiano si possano effettivamente riprendere,
Questo coccodrillo d’acqua dolce, diffuso soprattutto nell’India settentrionale, è stato fotografato nelle acque del Santuario Nazionale di Chambal.

Quella di portare in groppa i propri cuccioli da parte dei coccodrilli, sia da parte delle madri che dei padri, è un’usanza abbastanza comune ma per il gaviale indiano questa cosa è un po’più difficile da mettere in atto a causa della particolare morfologia della stessa schiena e delle stesse spalle che questo coccodrillo possiede rispetto alle altre specie di coccodrilli presenti in tutto il mondo. Questo significa, come spiega Patrick Campbell alla BBC, un esperto di rettili e curatore del Natural History Museum di Londra, che i cuccioli di gaviale si devono aggrappare letteralmente alla testa e alla schiena per usufruire di quella che è in effetti l’unica protezione di cui dispongono, ovvero quella genitoriale.

I gaviali sono tra i coccodrilli più lunghi del mondo: i maschi possono raggiungere anche i sei metri di lunghezza. Il nome “gaviale” deriva dalla strana protuberanza sulla punta del muso dei maschi che, per la forma, ricorda un particolare vaso di terracotta conosciuto come “ghara”. Si pensa che il gaviale sia nativo del continente indiano e in quest’area si sia evoluto.
La popolazione di questi coccodrilli si è abbassata notevolmente durante gli anni 30 del secolo scorso e oggi in giro per l’India si trova una popolazione che rappresenta solo il 2% di quella che esisteva fino a poco più di un secolo fa.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook