Coccodrillo vissuto 100 milioni di anni fa che predava piccoli dinosauri classificato da ricercatori

I fossili opalizzati della nuova specie Isisfordia molnari trovati nella zona di Lightning Ridge, Australia (credito: Lachlan Hart)

Un gruppo di ricercatori è riuscito a classificare una nuova specie di coccodrillo analizzando alcuni fossili opalizzati trovati nella zona di Lightning Ridge, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia.
Questi fossili, tra cui ci sono una scatola cranica parziale e un pezzo di mandibola con denti (il materiale originale è stato naturalmente sostituito dall’opale nel corso del tempo), vantano una lunga storia.

Furono trovati una prima volta nel 1917 ma a quel tempo non si sapeva praticamente nulla riguardo ai coccodrilli fossili dell’Australia vissuti nell’era dei dinosauri.
Altri pezzi furono poi trovati nella stessa zona da due compratori di opali, pezzi che furono poi venduti a ad un museo australiano, ma anche in questo caso non si riuscì a formulare un’eventuale classificazione o appartenenza ad altra specie conosciuta.

Le cose sono cambiate quando è stata scoperta la specie Isisfordia duncani nella zona del Queensland nel 2006. Questa prima classificazione è relativa ad un fossile simile a quello scoperto a Lightning Ridge ma sono state proprio le piccole differenze a permettere a Lachlan Hart, studente perso l’Università del New England ad Armidale, autore principale dello studio, di classificare una nuova specie di coccodrillo, poi denominata Isisfordia molnari.

Vissuto più di 100 milioni di anni fa, si può considerare come uno dei più antichi antenati diretti degli odierni coccodrilli. È la seconda specie scoperta appartenente al gruppo degli Isisfordia.
Aveva una lunghezza massima compresa tra 1,5 e 2 metri, era semi acquatico, proprio come i coccodrilli di oggi, e, secondo i ricercatori, probabilmente predava anche piccoli dinosauri.

Questa nuova specie vanta alcune differenze dall’Isisfordia duncani per quanto riguarda l’osso sopratemporale e altre piccole differenze del cranio.
Questo ritrovamento indica, secondo i ricercatori, la presenza diffusa di coccodrilli del genere Isisfordia nelle pianure alluvionali d’acqua dolce che costeggiavano il margine orientale del mare di Eromanga , un bacino che una volta esisteva nella zona dell’odierna terraferma australiana durante il periodo Albiano-Cenomaniano.

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