Colangite sclerosante primitiva, ricercatori provano nuovo trattamento sui topi

Somministrare acidi biliari prodotti in maniera sintetica nonché agonisti del recettore degli acidi biliari potrebbe rilevarsi utile per trattare la colangite sclerosante primitiva (PSC) secondo un nuovo studio condotto dalla Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia della MedUni Vienna. È quanto rileva uno nuovo comunicato stampa concernente un nuovo studio apparso a sua volta su Hepatology.
La colangite sclerosante primitiva è una malattia rara di tipo infiammatorio e cronico dei dotti biliari e nei casi più gravi può portare a cirrosi epatica o a cancro del dotto biliare.

Colpisce lo 0,01% della popolazione ma nonostante il livello di rarità ad oggi il 10% di tutti i trapianti di fegato sono riconducibili a questa causa. Non esistono trattamenti con farmaci approvati.
I ricercatori si sono concentrati sul meccanismo d’azione della monoacilglicerolo lipasi (MAGL). Si tratta di un enzima molto importante per scomporre il grasso anche se si conoscono ancora poco i collegamenti che può avere con le patologie del fegato.

Secondo i ricercatori, questo enzima è collegato con il metabolismo degli acidi grassi e svolge un ruolo importante nell’epitelio del tratto biliare, il tratto più interno delle cellule biliari. Nello specifico, questo enzima è alla base della regolazione della scomposizione del grasso quando diventano acidi grassi. Se il rilascio dell’enzima è incontrollato, possono venire danni alle cellule quindi l’infiammazione.

I ricercatori hanno inibito questo specifico enzima nei topi e questi ultimi sembravano protetti da questo tipo di danno mostrando un livello minore di fibrosi, ossia di accumulo del tessuto connettivo nonché un livello minore di infiammazione del fegato. Inoltre in questi topi i ricercatori osservavano una normalizzazione del microbioma intestinale.
Ora i ricercatori stanno verificando la possibilità di studi clinici con inibitori dell’enzima MAGL che potrebbero essere utilizzati per trattare la PSC o anche altre patologie del fegato di tipo colestatico.

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