Coleottero australiano usa infrarossi per evitare di scottarsi le zampe all’atterraggio

Il coleottero Merimna atrata (credito immagine: Helmut Schmitz/Università di Bonn)

Merimna atrata è una specie di coleottero australiano, unico esemplare del genere Merimna atrata (famiglia dei Buprestidi). Si tratta di un insetto pirofillico: individua i legni bruciati a seguito degli incendi boschivi per deporre al suo interno le sue uova. Le larve che si schiudono dalle uova possono dunque far uso di cibo in abbondanza prelevandolo dal legno morto.
Questo particolare coleottero vanta di veri e propri sensori di calore che rilevano la radiazione infrarossa, un po’ come fanno quei particolari binocoli che permettono di vedere le zone più calde evidenziate rispetto alle zone più fredde.

Si credeva che questi insetti facessero uso di questa caratteristica per rilevare gli incendi boschivi, anche a lunga distanza, ma una nuova ricerca afferma che gli organi coinvolti in questa rilevazione non risultano così sensibili e servono principalmente per evitare ai coleotteri stessi di atterrare in luoghi con fiamme vive oppure troppo caldi quando si avvicinano al sito per la deposizione delle uova.
Questi punti estremamente caldi, infatti, non sono ben visibili durante il giorno se non con un sistema ad infrarossi.

Gli organi del Merimna dedicati allo scopo sono situati su entrambi i lati dell’addome. Per arrivare a questa scoperta, gli scienziati hanno realizzato un esperimento con vari coleotteri stimolandoli con una debole radiazione infrarossa da un lato. I coleotteri cambiavano loro direzione in risposta alla stimolazione ma non si indirizzavano mai verso il punto di partenza della riedizione.
E per quanto riguarda la rilevazione degli incendi? Helmut Schmitz, docente presso l’Istituto di zoologia dell’Università di Bonn e autore dello studio, suppone che si servano dell’odore del fumo, una particolarità che tra l’altro serve a far capire al coleottero stesso anche cosa sta bruciando dato che è interessato principalmente al legno.

Fonti e approfondimenti



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