Coleottero utilizza speciale proteina antigelo per sopravvivere in habitat congelati

Rappresentazione artistica che mostra l'uso della spettroscopia per determinare la struttura molecolare delle proteine antigelo sulla superficie del ghiaccio (credito: Ricardo Struik e Konrad Meister)

Gli insetti sanno bene come difendersi dal freddo e un coleottero endemico dell’Europa settentrionale, denominato Rhagium mordax, è uno dei migliori in questo campo.
Questo insetto, così come altri organismi, possiede una proteina “antigelo” grazie alla quale riesce in qualche modo a convincere le molecole d’acqua a non aggregarsi per formare del ghiaccio, cosa utilissima per quegli organismi che vivono in habitat congelati.

Secondo una ricerca effettuata da Konrad Meister dall’Istituto Max Planck per le Ricerche sui Polimeri in Germania, poi pubblicata sul Journal of Chemical Physics, la proteina di questo coleottero è una delle più attive mai registrate.
Analizzando questa proteina in laboratorio, i ricercatori hanno studiato i meccanismi dell’interazione tra le stesse proteine antigelo e il ghiaccio. Hanno scoperto che esiste una struttura corrugata della proteina che riesce a mantenere piccoli canali d’acqua liquida grazie ai quali, quando le proteine toccano il ghiaccio, le molecole dell’acqua vengono alterate in modo da avere una struttura diversa, nello specifico un orientamento diverso del legame dell’idrogeno.

Ovviamente uno studio come questo potrebbe rivelarsi molto utile per la progettazione di nuove sostanze sintetiche antigelo, utilissime soprattutto sugli aeromobili ma anche nel campo della preservazione degli organi o semplicemente per prevenire la formazione dei cristalli di ghiaccio sul gelato quando lo mettiamo nel congelatore.

Fonti e approfondimenti

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