Collegamento tra batteri nocivi del bordo gengivale e biomarcatore dell’Alzheimer trovato da ricercatori

Un collegamento tra i batteri presenti nella bocca e un rischio maggiore di avere accumuli di beta amiloide, uno dei biomarcatori chiave della malattia di Alzheimer, è stata trovata da un team di ricercatori del NYU College of Dentistrye Weill Cornell. I ricercatori, che hanno pubblicato il proprio studio su Alzheimer’s & Dementia: Diagnosis, Assessment & Disease Monitoring, credono che questa scoperta sia un’ulteriore prova dell’esistenza di un collegamento tra la malattia parodontale (definita anche malattia gengivale) e l’Alzheimer stesso.[1]

I ricercatori hanno svolto esperimenti su 48 persone sane e normali a livello cognitivo con un’età pari o superiore ai 65 anni. Queste persone venivano sottoposte ad esami orali tramite quali i ricercatori analizzavano i batteri presenti nelle loro bocche, in particolare sul bordo gengivale. Il liquido cerebrospinale degli stessi individui veniva poi esaminato per capire i livelli di accumulo di beta amiloide e TAU. I ricercatori scoprivano che quei soggetti con un maggior squilibrio per quanto riguarda le comunità batteriche sul bordo gengivale avevano maggiori probabilità di livelli più grandi di accumulo di beta amiloide nelle loro liquido cerebrospinale.[1]

La malattia parodontale è una patologia che vede un’infiammazione cronica e sistemica delle gengive le quali tendono ad allargarsi o a gonfiarsi e ad ospitare numero maggiore di batteri. La malattia parodontale arriva a colpire il 70% degli adulti con un’età pari o superiore ai 65 anni, secondo il comunicato emesso sullo stesso sito della stessa NYU[1] che cita dati dei CDC statunitensi.[3]
Si tratterebbe del primo studio che mostra l’esistenza diun collegamento tra le comunità batteriche squilibrate del bordo gengivale e uno dei biomarcatori più importanti del morbo di Alzheimer nelle persone anziane ancora normali sotto il profilo cognitivo, come spiega Angela Kamer, professoressa associata di paradontologia e impiantistica odontoiatrica nonché l’autrice principale dello studio.[1]

Nelle nostre bocche, infatti, ci sono varie comunità di batteri e non tutte sono composte da batteri “buoni”. Ci sono infatti anche batteri nocivi e questi ultimi, quando presenti in quantità troppo grandi, causano, di solito, l’infiammazione nel punto dove sono presenti.
La beta amiloide, considerabile come uno dei marcatori della malattia di Alzheimer, è una proteina che tende ad aggregarsi nel cervello e in certi casi può aggregarsi in maniera così massiccia da provocare problemi che poi sfociano nell’Alzheimer.

Anche la proteina TAU è considerabile come un biomarcatore della malattia di Alzheimer. Quest’ultima tende ad accumularsi nelle cellule nervose e a formare grovigli diversi. Si tratta di meccanismi, quelli attraverso i quali queste due proteine si accumulano creando i problemi che poi scatenano l’Alzheimer, che non sono ancora ben compresi e questo nuovo studio potrebbe rivelarsi utile affinché un giorno si possa arrivare a terapie veramente adeguate per questa malattia.

Note e approfondimenti

  1. Imbalance in Gum Bacteria Linked to Alzheimer’s Disease Biomarker (IA)
  2. Periodontal dysbiosis associates with reduced CSF Aβ42 in cognitively normal elderly – Kamer – 2021 – Alzheimer’s & Dementia: Diagnosis, Assessment & Disease Monitoring – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1002/dad2.12172)
  3. Periodontal Disease | Oral Health Conditions | Division of Oral Health | CDC (IA)

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