Collegamento tra esperienze psicotiche adolescenziali e inquinamento atmosferico trovato da studio

Una nuova ricerca che collega l’inquinamento atmosferico con problemi di natura mentale è stata pubblicata su JAMA Psychiatry. Nello specifico questo nuovo studio, prodotto da ricercatori del King’s College di Londra, mostra collegamenti tra l’inquinamento atmosferico e le esperienze psicotiche dell’adolescenza.
Ciò significa, secondo lo studio, che chi cresce nelle città è soggetto a rischi più alti di psicosi rispetto a chi cresce in ambienti meno inquinati.

Per “esperienze psicotiche” i ricercatori britannici intendono eventi paranoici di solito meno estremi della maggior parte dei disturbi psicotici, come ad esempio la schizofrenia, anche se è vero che gli adolescenti che riferiscono di aver avuto esperienze psicotiche mostrano probabilità maggiori di sviluppare poi disordini psicotici più gravi in età adulta.
I ricercatori hanno analizzato vari campioni rappresentativi dei giovani del Regno Unito ed hanno scoperto che le esperienze psicotiche erano più comuni tra quei ragazzi maggiormente esposti al biossido di azoto (NO 2 ), agli ossidi di azoto (NOx) e al particolato molto piccolo (PM2.5).

Secondo Joanne Newbury, ricercatrice dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College ed autrice dello studio insieme a Helen Fisher, autrice senior, l’inquinamento atmosferico, con i dati che i ricercatori dispongono anche dopo questa ricerca, non può essere considerato una causa diretta delle esperienze psicotiche nei ragazzi ma può comunque essere considerato comunque un fattore “che contribuisce al legame tra la vita di città e le esperienze psicotiche”.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”

Commenta per primo

Rispondi