Colli di pollo crudi per cani legati a rara paralisi canina

Collo di pollo crudo (credito immagine: Chicken neck for dinner | And cute little cat tongue peeking… | Flickr, Lucia Sanchez, CC BY-SA 2.0, cropped)

I colli di pollo crudi rappresentano una delle pietanze con le quali possono essere alimentati i cani. Un nuovo studio, condotto da una squadra dell’U-Vet Werribee Animal Hospital dell’Università di Melbourne, collega però i colli di pollo crudi al rischio di sviluppare una rara paralisi canina, la poliradicoloneurite acuta.
Secondo i ricercatori, l’assunzione regolare di colli di pollo crudi aumenterebbe il rischio di contrarre questa malattia di più di 70 volte.

Si tratta di una malattia che va a debilitare le zampe posteriori del cane dopo un indebolimento graduale. La paralisi può poi colpire anche le zampe anteriori, il collo, la testa e il viso. Il cane resta dunque è quasi del tutto paralizzato e nei casi più gravi può anche morire. Tuttavia la maggior parte dei cani riesce a riprendersi ma solo dopo diversi mesi e durante questo periodo può risultare veramente difficile continuare ad alimentare il cane da parte del padrone.
Secondo gli scienziati, si tratta della controparte canina della sindrome di Guillain-Barré (GBS) che colpisce l’uomo.

Secondo Matthias le Chevoir, autore dello studio, l’agente scatenante della paralisi è da ricercare nel batterio Campylobacter che si trova soprattutto nel pollo crudo, nei formaggi non pastorizzati e nell’acqua contaminata.
I ricercatori hanno studiato 27 cani colpiti dalla paralisi e 47 cani sani. Hanno poi posto dei questionari ai proprietari di cani riguardo soprattutto le diete recenti ed hanno esaminato i campioni fecali raccolti entro sette giorni dalla comparsa dei primi segni della malattia.

I risultati dello studio vedevano proprio nella pollo crudo, che contiene il suddetto batterio, la causa scatenante della poliradicoloneurite acuta nei cani.
Gli scienziati dietro alla ricerca hanno inoltre aggiunto che la continua tendenza nel fornire carni crude ai cani risulta altamente preoccupante.

Fonti e approfondimenti



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