Colpi di testa potrebbero provocare disfunzioni cognitive in calciatori con specifico gene legato a demenza

I ripetuti colpi di testa che di certo non mancano nella carriera di un calciatore potrebbero provocare deterioramenti cognitivi in quegli atleti dotati di uno specifico gene associato alla demenza.
È quanto afferma un articolo apparso su Medical Xpress (vedi il primo link in basso) che si rifà ad uno studio apparso su JAMA Neurology.

Si tratta di risultati preliminari che quindi andranno confermati da ulteriori ricerche ma considerando che il calcio è uno sport praticato da quasi 270 milioni di persone nel mondo la ricerca risulta più interessante.
Secondo quanto riferito nell’articolo, i colpi di testa, con i quali si indirizza il pallone, potrebbero avere un effetto cumulativo sul cervello.

I ricercatori hanno eseguito indagini su persone che hanno praticato il calcio per almeno cinque anni. Le persone venivano sottoposte a test per la memoria e il richiamo.
I ricercatori scoprivano prove di deterioramento cognitivo nei partecipanti allo studio che avevano un fattore di rischio per la demenza nella loro DNA.
Il fattore di rischio sarebbe il genotipo Apolipoprotein E ε4 (APOE ε4).

Yun Freudenberg-Hua, professore dell’Istituto di Ricerca Medica Feinstein a Long Island, dichiara a Medical Xpress: “Questo studio ha esaminato solo un’associazione tra colpi di testa e rendimento dell’apprendimento verbale, insieme allo specifico fattore di rischio genetico per la demenza, APOE ε4”.

Secondo quanto spiega lo stesso ricercatore, il modo con il quale l’allele APOE ε4 influenza questo rischio non è ancora chiaro e probabilmente va addebitato a vari meccanismi biologici dipendenti dal metabolismo, dalla plasticità sinaptica e da neuroinfiammazioni.
“Questo studio mostra che le persone che portano l’allele APOE ε4 e che avevano un alto livello di esposizione ai colpi di testa possono avere un rischio maggiore di disfunzione cognitiva”, riferisce ancora il ricercatore.

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