Cometa Bernardinelli-Bernstein, altro record: ghiaccio ha cominciato a vaporizzarsi a distanza enorme

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I ricercatori dell’Università del Maryland hanno analizzato la cometa Bernardinelli-Bernstein, considerata la più grande cometa mai individuata fino ad ora, per ottenere alcune interessanti informazioni relative alla vaporizzazione del ghiaccio che contiene, un fenomeno che crea le cosiddette “chiome” e, a distanza ancor più ravvicinata al Sole, anche le più classiche code cometarie.

Cometa Bernardinelli-Bernstein diventata attiva prima di quanto mai calcolato

I ricercatori sono giunti alla conclusione che la cometa Bernardinelli-Bernstein è diventata attiva, ossia ha cominciato a vaporizzare il proprio ghiaccio avvicinandosi al Sole, prima di quanto calcolato in precedenza. E, visto che si trovava ancora oltre l’orbita di Urano, ha cominciato ad una distanza record, la più lontana mai individuata per l’inizio di un fenomeno del genere dagli astronomi. Lo studio è stato pubblicato sul Planetary Science Journal.

Capire quando una cometa diventa attiva

Secondo Tony Farnham, un ricercatore del Dipartimento di Astronomia dell’Università del Maryland, l’autore principale dello studio, le osservazioni eseguite nel corso degli ultimi anni stanno mostrando che le comete possono “attivarsi” ad una distanza molto maggiore di quanto teorizzato o calcolato in precedenza.
È importante capire quando una cometa diventa attiva: una volta che il ghiaccio sulla superficie comincia a vaporizzarsi, perché la stessa cometa durante il suo percorso orbitale comincia ad avvicinarsi al sole, è possibile analizzare questi oggetti per capire come sono fatti e anche di cosa sono fatti oltre alla polvere e al ghiaccio.

Analizzati dati del telescopio spaziale TESS

La cometa Bernardinelli-Bernstein è stata scoperta solo nel giugno del 2021 tramite le analisi dei dati raccolti dal Dark Energy Survey. Si pensa che abbia un diametro di circa 100 km, la più grande mai scoperta fino ad ora.
In questo caso i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale TESS, un telescopio che di solito si usa per scoprire i pianeti che si trovano oltre il sistema solare.

Analizzata la chioma della cometa

Hanno scoperto la presenza della cometa Bernardinelli-Bernstein in diverse immagini tanto che hanno potuto analizzare anche il bagliore nebbioso della polvere che la circonda. È la cosiddetta “chioma”, una sorta di atmosfera temporanea che si forma intorno ad una cometa quando comincia ad avvicinarsi al Sole.
Alla fine i ricercatori sono giunti alla conclusione che la cometa è diventata attiva anche molto più lontano del punto in cui si trova ora, una scoperta che apre nuove porte entusiasmanti per lo studio delle comete e in generale per l’astronomia. E Farnham assicura che questo è solo l’inizio.

Note e approfondimenti

  1. Early Activity in Comet C/2014 UN271 Bernardinelli–Bernstein as Observed by TESS – IOPscience (DOI: 10.3847/PSJ/ac323d)

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