Commozione cerebrale, meglio non stare troppo davanti allo schermo nelle 48 ore successive

Commozione cerebrale (credito: Neghasht, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Secondo i risultati conseguiti da uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, limitare il tempo che si trascorre davanti ad uno schermo da parte dei giovani adulti nelle 48 ore successive ad una commozione cerebrale può rivelarsi utile per diminuire la durata dei sintomi.[1]

I dati

I ricercatori hanno realizzato uno studio clinico su 125 ragazzi con un’età tra i 12 e i 25 anni che avevano subito una commozione cerebrale e si erano presentati al pronto soccorso di un centro metrico tra il 2018 e il 2020.
A parte dei soggetti era stato consigliato di astenersi dallo stare davanti ad uno schermo per 48 ore dopo l’infortunio, agli altri invece era stato permesso. Ai soggetti di entrambi i gruppi era comunque stato consigliato di evitare il lavoro o lo studio durante lo stesso periodo di quarantottore.

I test

A seguito di questo periodo di tempo i soggetti sono stati sottoposti ad un test per valutare i sintomi post-commozione cerebrale per un periodo di 10 giorni. La scala utilizzata per valutare i livelli di gravità dei sintomi è la PCSS (Post-Concussion Symptom Scale) che valuta 22 sintomi distinti da 0 (non presente) a 6 (grave).
Inoltre i ricercatori hanno valutato il tempo passato davanti allo schermo dal primo al terzo giorno dopo l’incidente e hanno effettuato un’indagine sulle attività realizzate dai pazienti tra il 4º e il 10º giorno.

I risultati

I ricercatori scoprivano che i soggetti che avevano potuto passare del tempo davanti allo schermo nel corso delle prime quarantottore dopo la commozione cerebrale mostravano tempi più lunghi di ripresa e un punteggio PCSS inferiore a 3.
Questo gruppo sperimentava un tempo medio di otto giorni per la scomparsa dei sintomi mentre il secondo gruppo, quello che aveva evitato gli schermi, mostrava un tempo medio di ripresa di 3,5 giorni.
Secondo Theodore E. Macnow, assistente professore di pediatria che ha realizzato lo studio, ad oggi in realtà stiamo ancora acquisendo informazioni sulle modalità migliori per riprendersi dalle commissioni cerebrali e non ci sono vere raccomandazioni o linee guida rigorose.

Astinenza breve dallo schermo può aiutare

I risultati raggiunti da questo studio, secondo il ricercatore, suggeriscono che un’astinenza anche breve dallo schermo dopo una commozione cerebrale può essere collegata a tempi di recupero più rapidi. I dati mostrano che le raccomandazioni riguardo alla commozione cerebrale, in special modo nei più giovani, dovrebbero dunque prendere in considerazione anche questo aspetto.
Per quanto riguarda le cause del collegamento esse non sono chiare. Secondo Macnow già in passato è stato dimostrato che i fotoni elettronici possono avere un ruolo nell’emicrania e che l’utilizzo di uno schermo può avere effetti sul sonno e sulla ripresa delle attività cerebrali. Dovranno essere eseguiti altri studi per capire se questi aspetti hanno un ruolo anche per quanto riguarda la ripresa dalla commozione cerebrale.

Note e approfondimenti

  1. Limiting screen time for young adults after concussion results in shorter duration of symptoms (IA)
  2. Effect of Screen Time on Recovery From Concussion: A Randomized Clinical Trial | Traumatic Brain Injury | JAMA Pediatrics | JAMA Network (IA) (DOI: 10.1001/jamapediatrics.2021.2782)

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