Complottismo è reazione ad ansia ed incapacità di controllare eventi secondo studio

Il complottismo, un fenomeno che è letteralmente esploso con l’avvento di Internet e di cui siamo testimoni in maniera molto marcata durante la pandemia di COVID-19 in corso, sarebbe la reazione all’ansia, all’impotenza e all’incapacità di controllare gli eventi, cosa accentuata in tempi di crisi e quando sussistono eventi su larga scala con gravi conseguenze, proprio come quelli relativi alla pandemia in corso. Lo riferisce Valerie Earnshaw, professoressa del Dipartimento di sviluppo umano e scienze familiari dell’Università del Delaware che ha realizzato un nuovo studio.

“Le pandemie come quella della COVID-19 sono contesti potenti in cui gli individui possono rivolgersi a teorie del complotto nel tentativo di ripristinare sentimenti di sicurezza e controllo”, riferisce la ricercatrice nella comunicato pubblicato sul sito della stessa università americana.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Stigma and Health, suggerisce infatti che tutti gli stereotipi che si creano durante queste situazioni di difficoltà possono essere un ostacolo agli sforzi per risolvere quelle stesse problematiche, ed è il caso lampante della pandemia e dei tentativi dei vari governi di limitarne la diffusione.

Dunque comprendere l’impatto della disinformazione risulta molto importante per identificare queste potenziali barriere. Gli esempi possono essere abbastanza banali: il rifiuto di indossare una mascherina e di mantenere l’allontanamento sociale, o finanche di mettersi in quarantena in caso di infezione, possono rappresentare un problema. Questi atteggiamenti sono spesso motivati da informazioni false o vere proprie teorie del complotto che diventano molto popolari sui social media. E più questa disinformazione si diffonde e diventa prominente rispetto alle comunicazioni ufficiali o ai risultati scientifici, più diventa difficile per l’intera comunità tenere sotto controllo la pandemia.

“Sappiamo dagli studi sulla malattia mentale e sull’HIV che lo stigma impedirà alle persone di fare i test”, spiega ancora la Earnshaw. “E gli stereotipi sono un modo in cui le persone sperimentano lo stigma. Gli stereotipi sono il modo in cui lo stigma entra nelle nostre teste e plasma le nostre opinioni. Gli stereotipi aiutano le persone a sentirsi al sicuro. Gli stereotipi aiutano le persone a credere che coloro che ottengono il COVID, o HIV, siano diversi da loro o stanno facendo la cosa sbagliata. Gli stereotipi a volte possono dare alle persone una falsa coperta di sicurezza”.

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