Composto in pianta del tè verde può contrastare tubercolosi

Caratteristiche strutturali dell'F-ATP sintasi e della subunità di accoppiamento micobatterico (credito: Scientific Reports)

Un nuovo antiossidante trovato nella pianta del tè verde da un team di ricercatori dell’Università di Singapore (NUS) si rivela promettente per contrastare la tubercolosi. Lo annuncia lo stesso team di scienziati, che ha collaborato con altri ricercatori internazionali tra cui alcuni americani e neozelandesi, dopo aver eseguito indagini di laboratorio e dopo aver scoperto che l’epigallocatechina gallato (EGCG) può inibire la crescita di in particolare ceppo di batteri alla base della stessa tubercolosi negli esseri umani.

Tutto quello che fa questo composto è legarsi ad un particolare enzima il quale fornisce l’energia per l’attività cellulare dei batteri Mycobacterium tuberculosis. Abbassandola quantità di questa energia fornita ai batteri, quest’ultimi non possono più crescere come dovrebbero perché non riescono più a formare le loro pareti cellulari.
Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports e gli stessi ricercatori hanno depositato un brevetto per l’eventuale utilizzo dell’EGCG come metodo di trattamento per la tubercolosi.

Il composto potrebbe essere infatti utilizzato per la creazione di nuovi farmaci onde trattare questa malattia che è una delle più gravi e più mortali al mondo, in particolare nel sud-est asiatico, un’area in cui sono individuati 4 milioni di casi nuovi ogni anno.
Attualmente i farmaci per la tubercolosi si rivelano sempre meno efficaci per la sempre più alta resistenza dei batteri. I ricercatori, dunque, sperano che inibendone la crescita a livello cellulare si possano ottenere risultati migliori.

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