Composto in semi di soia previene effetti negativi ai vasi sanguigni della marijuana

Dopo aver eseguito alcuni test di laboratorio un gruppo di ricercatori ha scoperto che un composto che esiste nei semi di soia può bloccare i danni al rivestimento dei vasi sanguigni nel cuore e in generale del sistema circolatorio provocati dalla marijuana.

Secondo il comunicato stampa (vedi il link più sotto), questa scoperta potrebbe servire per preparare nuovi farmaci per prevenire gli effetti collaterali sul sistema cardiovascolare provocati dall’uso della marijuana, sia quello medico che quello ricreativo.

L’obiettivo dello studio era “studiare i meccanismi del danno indotto dalla marijuana e scoprire nuovi farmaci per prevenire tali effetti collaterali”, come riferisce Tzu-Tan “Thomas” Wei, autore principale dello studio e assistente professore di farmacologia del dell’Università Nazionale di Taiwan a Taipei.

Esponendo al delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il composto principale che si trova nella marijuana, alcune cellule endoteliali derivate da cellule staminali di cinque persone sane, si otteneva una maggiore infiammazione e stress ossidativo, cosa che di solito influenza i rivestimenti interni dei vasi sanguigni e sono associati alle malattie cardiache.

I ricercatori però scoprivano anche che bloccando tramite il JW-1 l’accesso recettore CB1 ,uno dei due recettori dei cannabinoidi insieme al CB2, da parte del THC si eliminavano gli effetti dell’esposizione al THC sulle cellule endoteliali. Il JW-1 è un composto antiossidante che si trova nei semi di soia.

Wei così commenta questa scoperta: “In precedenza, un farmaco che bloccava il CB1 era stato approvato in Europa per il trattamento dell’obesità, ma dovette essere ritirato a causa di gravi effetti collaterali psichiatrici. Al contrario, come antiossidante, JW-1 può avere effetti neuroprotettivi. Scoprire un nuovo modo di proteggere i vasi sanguigni senza effetti collaterali psichiatrici sarebbe clinicamente importante con la rapida crescita dell’uso di cannabis in tutto il mondo.”

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