Computer non potranno mai raggiungere livello di coscienza secondo scienziato informatico

I computer non potranno mai raggiungere il livello di coscienza umana secondo Subhash Kak, scienziato informatico americano-indiano nonché professore di informatica dell’Università Statale dell’Oklahoma4 che ha pubblicato un articolo su The Conversation.1
Fino ad ora sono stati diversi tentativi di imbastire nuovi progetti per imitare la struttura del cervello umano onde imitare anche le funzioni cerebrali e tutto ciò che ne consegue, fino ad arrivare alla coscienza.

Centinaia di milioni di dollari sono stati investiti ma molti di questi progetti si sono dilungati oppure sono falliti, come sottolinea lo stesso Kak, facendo anche riferimento al progetto multimiliardario dell’Unione Europea iniziato 2013 e denominato Human Brain Project.3 Ulteriori progetti, parimenti ambiziosi, sono stati sviluppati negli Stati Uniti.
Secondo Kak, tuttavia, simulare la neuroscienza con un computer non è esattamente la strada che bisogna percorrere in quanto la coscienza non è “calcolabile”, nel senso che non può essere simulata con un procedimento computerizzato.

Secondo il ricercatore, i cervelli umani integrano più componenti di più esperienze, tra cui quelle relative alla vista e all’olfatto, solo per fare due esempi, integrazioni che non possono essere gestite con le modalità che i computer oggi utilizzano per elaborare e archiviare i dati.
Gli organismi viventi, a differenza dei computer che registrano i dati in blocchi di memoria, immagazzinano le proprie esperienze nel cervello adattando le connessioni neurali in un processo attivo tra lo stesso soggetto e l’ambiente. Una modalità estremamente diversa da quella che è alla base del funzionamento dei computer.

Inoltre i compiti della memoria sono associati a più aree del cervello e l’apprendimento delle competenze e le competenze stesse implicano una riorganizzazione e dei cambiamenti fisici, come quelli relativi alle connessioni tra i neuroni.
Queste trasformazioni fisiche in divenire non possono essere replicate con un computer che vanta un’architettura fissa.

A supportare queste idee ci sarebbero anche alcune ricerche mediche secondo le quali non esistono nel cervello delle strutture uniche che gestiscono in maniera esclusiva la coscienza.
Piuttosto quest’ultima emerge, con modalità ancora sconosciute, dai diversi compiti cognitivi espressi in diverse aree del cervello. Si pensa, come ha dichiarato lo scienziato Semir Zeki,2 che non esista un’unica coscienza ma piuttosto che esistano diverse coscienze distribuite nel tempo e nello spazio.

Approfondimenti

  1. Why a computer will never be truly conscious (IA)
  2. The disunity of consciousness: Trends in Cognitive Sciences (IA) (DOI: 10.1016/S1364-6613(03)00081-0)
  3. Human Brain Project – Wikipedia in italiano (IA)
  4. Subhash Kak – Wikipedia in inglese (IA)

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