Computer quantistici potrebbero far crollare Bitcoin in 24 ore

Credito: satheeshsankaran, Pixabay, ID: 6874573

I computer quantistici potrebbero in un futuro neanche troppo lontano “rompere” gli algoritmi crittografici che proteggono le blockchain e quindi mandare in tilt anche il sistema delle criptovalute, incluso Bitcoin, e in sole 24 ore.

Craccare l’algoritmo SHA-256

Secondo quanto spiega un articolo di TechRadar, infatti, un team di ricercatori dell’Università del Sussex, Regno Unito, avrebbe realizzato una nuova stima secondo la quale un computer quantistico stabile funzionante con “soli” 13 milioni di qubit potrebbe craccare l’algoritmo SHA-256, che è alla base delle blockchain e quindi del funzionamento stesso delle criptovalute, in maniera relativamente agevole.
Una volta craccati questi algoritmi, gli utenti malintenzionati potrebbero letteralmente dirottare le transazioni per indirizzarle al proprio portafoglio digitale. L’intero mercato delle criptovalute crollerebbe in poche ore.

Computer quantistici sempre più potenti

Attualmente si ritiene che sia ancora impossibile decifrare l’algoritmo SHA-256. Anche con i supercomputer più potenti al mondo, ci vorrebbero millenni, se non di più, per eseguire un attacco di successo (sostanzialmente un brute force). Con i computer quantistici la cosa potrebbe essere diversa.
E gli orizzonti sono preoccupanti: diversi team nel mondo stanno facendo di tutto per creare computer quantistici sempre più potenti (con un numero sempre più elevato di qubit) e sempre più stabili (con nuove tecniche di refrigerazione, per esempio).

Blockchain dovranno passare a nuovi metodi di crittografia

La soluzione potrebbe essere il passaggio, da parte delle blockchain che sono alla base delle criptovalute come bitcoin, a nuovi metodi di crittografia con sicurezza quantistica. Ciò, però, dovrebbe avvenire prima che un computer quantistico sufficientemente potente e stabile esca da un laboratorio scientifico avanzato e entri nelle mani di un gruppo di malintenzionati.

Le preoccupazioni si fanno sempre più concrete

Secondo Mark Weber, uno dei responsabili di IBM Research, già oggi molte persone sono preoccupate perché sanno che quello che stanno crittografando oggi potrebbe essere più o meno facilmente decrittografato in un futuro non troppo lontano. Creare nuove tecniche crittografiche basate sulla computazione quantistica sta diventando dunque un pensiero sempre più pressante anche per gli stessi governi mondiali considerando anche che un po’ tutta Internet si basa sugli stessi algoritmi crittografici.

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