Con leggera brezza, goccioline di saliva possono spostarsi fino a 6 metri

Credito: mohamed_hassan, Pixabay, 4952102

Dopo aver eseguito una complessa simulazione di fluidodinamica computazionale, un team di ricercatori ha esaminato come le gocce di saliva possono spostarsi attraverso l’aria di fronte ad una persona che tossisce e fino a che distanza possono arrivare con una determinata quantità di vento.
La saliva, infatti, sotto forma di piccole microscopiche goccioline, può viaggiare letteralmente sospesa nell’aria ma lo stesso “viaggio” può essere influenzato da diversi fattori tra cui le dimensioni e il numero delle stesse goccioline oltre a fattori esterni tra cui il vento, l’umidità e la temperatura dell’aria.

Lo studio, apparso su Physics of Fluids, rientra in quella serie di studi che stanno tentando di comprendere quale distanza possa essere considerata sicura affinché la trasmissione di un virus su come quello che ha scatenato la pandemia di COVID-19 non avvenga.
Attualmente la trasmissione aerea del coronavirus che causa la COVID-19 non è ancora ben compresa e lo testimonia anche il fatto che diversi studi sono contrastanti.

Quest’ultimo studio, realizzato da Talib Dbouk e Dimitris Drikakis, due ricercatori dell’Università di Nicosia, suggerisce che con una brezza relativamente leggera che varia da 4 a 15 km orari, la saliva espulsa da una persona che tossisce può spostarsi fino a sei metri. Le stesse goccioline espulse possono poi colpire sia gli adulti che i bambini e quindi persone diverse altezza che si trovino all’interno della traiettoria di viaggio delle goccioline.

Nelle simulazioni, inoltre, quando la velocità del vento era pari a zero, le goccioline difficilmente arrivavano a spostarsi per più di un metro. Solo poche particelle di saliva riuscivano a spostarsi per una distanza maggiore ma, dopo un metro, la loro traiettoria risultava ad un’altezza tale (inferiore a mezzo metro) che sostanzialmente cadevano quasi tutte al suolo e difficilmente colpivano la faccia di altre persone.
In mancanza di vento, dunque, le raccomandazioni di distanza sociale imposte consigliate dalle autorità (almeno un paio di metri o almeno un metro) si rivelerebbero idonee.

“Lo scopo della modellistica matematica e della simulazione è di tenere conto di tutti i meccanismi di accoppiamento o interazione reali che possono aver luogo tra il flusso principale di fluido sfuso e le goccioline di saliva e tra le goccioline di saliva stesse”, spiega Dbouk.

Lo studio non ha dunque preso in considerazione l’eventualità dell’espulsione delle goccioline in un ambiente chiuso. Inoltre gli stessi ricercatori ritengono che ulteriori studi andranno effettuati per approfondire l’influenza di altri parametri ambientali come il livello di umidità relativa e la temperatura ambientale.
In ogni caso ricercatori ritengono che la distanza di due metri in condizioni di brezza potrebbe non essere sufficiente.

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