Condizionatori modificati per catturare anidride carbonica e trasformarla in carburanti

Raffigurazione che mostra schematicamente il progetto che è venuto in mente ricercatori tedeschi (credito: Nature Communications, Karlsruher Institut für Technologie)

Un sistema che potrebbe permettere ai normali condizionatori d’aria di produrre combustibili sintetici partendo dal anidride carbonica catturata nell’aria è stato sviluppato, solo teoricamente, da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di tecnologia di Karlsruhe (KIT) e dell’Università di Toronto.
Grazie ad una serie di tecnologie relative a tecniche di cattura dell’anidride carbonica dall’aria, molte delle quali comunque ancora in sviluppo, i normali condizionatori potrebbero essere modificati per separare la CO2 dall’aria direttamente negli edifici dove potrebbero produrre idrocarburi sintetici, che i ricercatori chiamano “crowd oil”, i quali potrebbero essere utilizzati per vari scopi, in primis come carburanti. L’intero processo utilizzerebbe CO2 non proveniente da fonti fossili ma semplicemente quella presente nell’aria.

I ricercatori, che hanno presentato il proprio studio su Nature Communications, intendono così prevenire gli effetti catastrofici del cambiamento climatico globale, qualcosa che, paradossalmente, sta spingendo sempre persone a installare i condizionatori causa il riscaldamento globale in corso.
Secondo i ricercatori, in futuro le fonti di energia sintetica potrebbero rappresentare un elemento essenziale: “Se utilizziamo l’energia rinnovabile e l’elettricità solare e il biossido di carbonio direttamente dall’aria per produrre combustibili, possiamo evitare grandi quantità di emissioni di gas serra”, specifica Roland Dittmeyer, uno degli autori della ricerca.

Si tratta, almeno per il momento, di piani altamente speculativi e solo teorici ma gli stessi ricercatori stimano che una parte significativa dei combustibili fossili utilizzati attualmente in Germania per i trasporti potrebbe essere sostituita dal crowd oil prodotto tramite condizionatori.
Nello specifico, secondo i calcoli del team di ricercatori, la quantità di CO2 che potrebbe essere potenzialmente sfruttata dai sistemi di ventilazione di circa 25.000 supermercati dei tre più grandi marchi alimentari tedeschi risulterebbe sufficiente a coprire circa il 30% della domanda di cherosene oppure l’8% della domanda di diesel in tutto il paese.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook