Conducenti di bus pubblici protestano in Ohio contro bus autonomi senza conducente

Dopo che un servizio navetta senza conducente è stato inaugurato a Columbus, Ohio, il presidente della Transportation Workers Union of America, l’associazione sindacale degli autisti impiegati nel servizio pubblico, ha minacciato uno sciopero onde far comprendere alle istituzioni che un’eventuale dispiegamento di massa di questi autobus a guida autonoma e senza conducente sarebbe una cosa grave.
Gli autisti, infatti, non sono affatto contenti di questa prospettiva che prevede, almeno potenzialmente, la perdita di molti posti di lavoro nel settore.

Anche negli Stati Uniti, così come in altri paesi del mondo come ad esempio il Canada, la Cina o il Giappone, molte istituzioni locali in collaborazione con società private stanno inaugurando servizi di trasporto con piccoli bus senza conducente, impegnati in tragitti di solito facili e brevi.
È quasi automatico, dunque, pensare che siamo solo all’alba di uno stravolgimento nel settore del trasporto pubblico: fra una decina di anni autobus senza conducente che scorrazzano per le città potrebbero rappresentare la maggioranza dei bus pubblici, a tutto discapito degli autisti.

A tal proposito John Samuelsen, presidente del suddetto sindacato, ricorda che le macchine non sono in grado di fare cose che solo gli uomini possono fare, come ad esempio individuare un pacco bomba lasciato sul sedile di un autobus e far scendere subito tutti i passeggeri.
E ancora il sindacato fa notare che un’intelligenza artificiale non potrebbe mai fermarsi in un punto della strada dove non c’è una fermata, cosa che può capitare per favorire, per esempio, un anziano per non fargli fare a piedi tutto il tragitto dalla fermata a casa sua. L’avvento dei mezzi pubblici automatici e senza conducente sembra però inarrestabile.

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