Connessione tra microbi intestinali e cervello già fortemente presente nei neonati prematuri

Abstract grafico (credito: DOI: 10.1016/j.chom.2021.08.004 | Aberrant gut-microbiota-immune-brain axis development in premature neonates with brain damage - ScienceDirect)

Esiste un massiccio sistema di comunicazione tra i batteri presenti nell’intestino e il cervello già nei neonati prematuri estremi secondo quanto spiega David Seki,[1] primo autore di uno studio pubblicato su Cell Host & Microbe.[2]
I ricercatori, come spiega lo stesso Seki, si sono in particolare interessati al nervo vago che rende possibile questa “comunicazione” tra l’intestino e il cervello tramite il sistema immunitario.

“I microrganismi del microbioma intestinale – che è una raccolta vitale di centinaia di specie di batteri, funghi, virus e altri microbi – sono in equilibrio nelle persone sane. Tuttavia, specialmente nei bambini prematuri, il cui sistema immunitario e il microbioma non sono stati in grado di svilupparsi pienamente, è molto probabile che si verifichino dei cambiamenti. Questi cambiamenti possono avere effetti negativi sul cervello”, spiega Seki che è microbiologo e immunologo.[1]
I ricercatori hanno identificato quelli che potrebbero essere biomarcatori di lesioni cerebrali perinatali nei neonati prematuri.questi ultimi, infatti, con un rischio più alto di lesioni della sostanza bianca perinatale. [2]

I risultati di questo studio, basato sulle analisi della microbioma intestinale e dello sviluppo immunologico e neurofisiologico di 60 neonati estremamente prematuri,[2] mostrano in particolare che le risposte delle cellule T pro-infiammatorie possono essere collegate alla maturazione elettrocorticale soppressa. Nel corso delle osservazioni effettuate, le cellule T sembravano aver un ruolo molto importante proprio per questa soppressione e per la patogenesi della lesione cerebrale.
Infine i ricercatori hanno scoperto che la crescita eccessiva di un particolare batterio nel tratto gastrointestinale, il Klebsiella, potrebbe essere usata nei bambini prematuri per predire il danno cerebrale.

“Siamo stati in grado di rintracciare questi schemi perché, per un gruppo molto specifico di neonati, per la prima volta abbiamo esplorato in dettaglio come si sviluppano il microbioma intestinale, il sistema immunitario e il cervello e come interagiscono in questo processo”, Lukas Wisgrill, neonatologo della Divisione di Neonatologia, Medicina Intensiva Pediatrica e Neuropediatria dell’Università di Medicina di Vienna.

Note e approfondimenti

  1. Gut bacteria influence brain development (IA)
  2. Aberrant gut-microbiota-immune-brain axis development in premature neonates with brain damage – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.chom.2021.08.004)

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