Consumo di alcol durante gravidanza, non esistono quantità sicure

rappresentazione schematica dello studio (credito: Gao Lin e Linda Sommerlade)

Non esiste uno quantitativo sicuro per quanto riguarda il consumo di alcol durante la gravidanza: lo afferma chiaramente Lin Gao, uno degli autori di uno studio apparso sulla rivista Chaos.
La ricerca ha analizzato i cambiamenti biologici che occorrono nel cervello e che portano ai disturbi dello spettro alcolico fetale (FASD, definita anche sindrome alcolica fetale), una sindrome causata nel feto e nel nascituro dal consumo di alcol della madre durante la gravidanza.

Analizzando i dati di 19 pazienti con FASD e di 21 soggetti sani, i ricercatori hanno scoperto che gli adolescenti che erano stati esposti all’alcol mentre erano nell’utero erano caratterizzati da connessioni cerebrali alterate, caratteristiche che indicano prestazioni cognitive compromesse.
Nello specifico, i soggetti esposti all’alcol nel grembo materno erano più soggetti a problematiche riguardanti le connessioni attraverso il corpo calloso, ossia quella parte del cervello che collega la metà sinistra con quella destra.

Per analizzare i pazienti i ricercatori si sono avvalsi di una particolare tecnica di imaging cerebrale denominata magnetoencefalografia. Hanno poi analizzato i risultati con strumenti sviluppati usando la teoria del caos, una sofisticata tecnica computerizzata denominata Cortical Start Spatio-Temporal multidipole analysis.
“Il nostro studio … mostra che non ci sono quantità sicure o fasi sicure durante la gravidanza per il consumo di alcol”, afferma Lin Gao.

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