Consumo eccessivo di cibi grassi, scoperti neuroni nel cervello che lo stimolano

Abstract grafico dello studio (Alexander Jais et al. "PNOCARC Neurons Promote Hyperphagia and Obesity upon High-Fat-Diet Feeding", Neuron (2020). DOI: 10.1016/j.neuron.2020.03.022)

Un team di ricercatori ha scoperto un gruppo di cellule nervose presenti nel cervello che promuovono il consumo di alimenti grassi e ricchi di calorie. Inutile dire che una scoperta del genere potrebbe rivelarsi utile anche per quanto riguarda le persone in sovrappeso o per contrastare l’obesità anche negli esseri umani in un mondo, come quello odierno, in cui gli alimenti ricchi di grassi sono pericolosamente alla portata sempre di più persone.

Il discorso non fa una piega considerando che dagli anni 80 c’è stata quella che molti esperti hanno definito come una “epidemia” di obesità, e conseguentemente di tutte le patologie associate, in primis il diabete le malattie cardiovascolari, in tutto il mondo, soprattutto in quello industrializzato e occidentale.

I ricercatori dell’Istituto Max Planck per la Ricerca sul Metabolismo, Colonia, hanno pensato bene di eseguire esperimenti sui ratti per capire quale fossero quelle cellule nervose che controllano il consumo, e talvolta portano all’eccesso, di alimenti ad alto contenuto calorico.
Per questo i ricercatori hanno alimentato i topi con dieta ricca di grassi. Contemporaneamente analizzavano i loro cervelli scoprendo che era una particolare regione del cervello ad essere più attiva nel promuovere il consumo di cibi grassi, il nucleo arcuato dell’ipotalamo, come spiega Alexander Jais, il primo autore dello studio.

In particolare ad essere coinvolti erano i neuroni della nocicettina. Quando ricercatori rimuovevano selettivamente questi neuroni da questa regione del cervello, i topi cominciavano a limitarsi nel consumo di alimenti ricchi di grassi senza darsi più agli eccessi come nella fase precedente. Altro aspetto interessante stava il fatto che l’assunzione del cibo normale, quello non ricco di grassi, non veniva influenzata.
Questo vuol dire che l’attività di questi neuroni era specifica per quanto riguarda il consumo di alimenti e di cibi ricchi di grassi. Nello specifico, questi particolari neuroni inibiscono altri neuroni che regolano la sazietà. Non sentendosi ancora sazi, i ratti continuavano ad ingerire cibo ricco di grassi pur non avendone alcun bisogno.

“Siamo costantemente circondati da cibi economici, appetibili e ricchi di energia e il nostro cervello è cablato in modo tale da preferire particolarmente questi alimenti”, spiega ancora Jais. “Non è ancora noto il motivo per cui alcune persone riescono a mangiare solo quanto necessario e altri no. L’attività individuale dei neuroni della nocicettina potrebbe essere un pezzo importante del puzzle. La loro attività promuove il consumo eccessivo, rendendoli un bersaglio attraente per prevenzione e cura dell’obesità”.

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