Coralli allevati e “incrociati” tra loro per produrre stirpi resistenti a malattia

Diploria labyrinthiformis (credito: Janderk at English Wikipedia, pubblico dominio, Wikimedia Commons)

Il Diploria labyrinthiformis è una specie (l’unica del genere Diploria) di corallo pietroso che di solito forma enormi barriere coralline e che, in lingua inglese, è conosciuto anche come “grooved brain coral” (traducibile con “corallo cervello scanalato”). Questo corallo, presente soprattutto nel Mar dei Caraibi, ha infatti una forma che ricorda quella del cervello umano con le sue varie scanalature labirintiche.[2]

Questo corallo è ermafrodita: si riproduce attraverso la deposizione nell’acqua di uova e sperma da parte degli individui adulti. Ne segue la fecondazione e lo sviluppo delle larve sulla superficie dell’acqua.
Questa specie di corallo è minacciato da una malattia che comporta perdita di tessuto corallino sassoso. Un team di ricercatori dell’Università di Miami e del Florida Aquarium Center for Conservation, è riuscito ad allevare con successo questi coralli in un progetto che, nel comunicato stampa emesso dalla stessa Università di Miami,[1] Viene definito come “sforzo di ricerca rivoluzionario”.

La straordinarietà di questa ricerca sta nel fatto che è la prima volta che si conserva criogenica mente lo sperma decorarli e che lo si usa per la fecondazione con altri coralli della stessa specie provenienti da luoghi diversi. In questo modo si migliora la diversità genetica e la resistenza di questa specie di corallo alla malattia che lo sta decimando. Lo scopo ultimo è quello di ripristinare le barriere coralline della Florida che si stanno impoverendo non poco.
La malattia della perdita tessuto corallino sassoso, infatti, riguarda non solo questa specie di corallo ma diverse altre decine di specie. È stata individuata per la prima volta nel 2014 quando ha cominciato a diffondersi in quasi tutta la barriera corallina della Florida e diverse barriere coralline dei Caraibi.[1]

“Questo è il primo tentativo di utilizzare coralli di salvataggio per riprodursi per una maggiore resistenza alla malattia da perdita di tessuto corallino sassoso”, spiega Andrew Baker, biologo della UM Rosenstiel School dell’Università della Florida nonché professore di biologia marina ed ecologia e direttore dell’UM Coral Reef Futures Laboratory. “Incrociando i coralli del cervello selvatico rimanenti con i coralli salvati in precedenza, speriamo di reintrodurre parte della diversità genetica che altrimenti sarebbe andata persa dalle barriere coralline della Florida. Questa diversità è essenziale per mantenere la resilienza dell’ecosistema”.

Note e approfondimenti

  1. Scientists Successfully Breed Corals with Goal of Disease Resistance (IA)
  2. Diploria – Wikipedia in inglese (IA)

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