Corrente oceanica dell’Artico più veloce e turbolenta potrebbe impattare su intero globo

Il Beaufort Gyre e il Transpolar Drift sono le due principali correnti oceaniche dell'oceano Artico (credito: Brn-Bld, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Anche un nuovo studio della NASA sottolinea quanto lo scioglimento dei ghiacci artici sia collegato alla stabilità delle correnti oceaniche globali.

Beaufort Gyre più veloce e turbolento

Tramite un’indagine condotta dai propri esperti, la NASA ha scoperto che un importante corrente dell’Artico, denominata Beaufort Gyre, risulta più veloce e più turbolenta rispetto al passato proprio a causa del veloce scioglimento dei ghiacci che sta avvenendo al Polo Nord e dintorni.
I ricercatori hanno usato i dati relativi a 12 anni di osservazioni satellitari e hanno misurato le modalità con le quali questa corrente circolare bilancia le quantità di acqua fresca riversata nel mare.

Che cos’è il Beaufort Gyre

In sostanza questa corrente marina è un cosiddetto “gyre oceanico”, un gigantesco mulinello di acqua oceanica formato da varie correnti marine.
Questa corrente risulta importante perché mantiene un equilibrio nell’ambiente polare immagazzinando l’acqua dolce nei pressi della superficie dell’oceano.
Ciò è a sua volta importante perché quest’acqua dolce più fredda galleggia sopra l’acqua più calda e fa sì che il ghiaccio marino si sciolga più lentamente, cosa che regola l’intero clima terrestre.

La corrente ha accumulato acqua dolce

Nel nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, i ricercatori sottolineano quanto questa corrente abbia accumulato grosse quantità di acqua dolce a causa della perdita di ghiaccio marino durante l’estate e durante l’autunno nelle zone dell’Artico. Il Beaufort Gyre è rimasto più esposto al vento e ha cominciato a girare più velocemente intrappolando sempre più acqua fresca.

Conseguenze soprattutto per l’Europa occidentale

“Se Beaufort Gyre rilasciasse l’acqua in eccesso nell’Oceano Atlantico, potrebbe potenzialmente rallentarne la circolazione. E ciò avrebbe implicazioni a livello di clima dell’emisfero, specialmente nell’Europa occidentale”, dichiara Tom Armitage, scienziato polare del Jet Propulsion Laboratory della NASA e autore principale dello studio.

Anche il capovolgimento meridionale della circolazione atlantica potrebbe risentirne

Questo fenomeno potrebbe impattare su un altro fenomeno denominato “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica” (Atlantic Meridional Overturning Circulation, AMOC) che aiuta regolare il clima terrestre trasportando calore dall’acqua più calda dei tropici fino alle latitudini settentrionali.
L’AMOC potrebbe rallentare ed è proprio questo gli scienziati stanno ora monitorando sempre con maggiore attenzione il Beaufort Gyre.

“Ciò che questo studio sta dimostrando è che la perdita di ghiaccio marino ha effetti molto importanti sul nostro sistema climatico che stiamo solo ora scoprendo”, dichiara Alek Petty, altro autore dello studio.

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