Corridoio di acqua liquida tra le calotte ghiacciate sostenne vita durante ultima era glaciale nell’Artico

Oasi artica di fronte alla calotta eurasiatica durante l'ultima glaciazione, 20.000 anni fa (Credito: Knies et al., 2018, Nature Communications).

Una ricerca pubblicata su Nature Communications conferma il fatto che 20.000 anni fa il ghiaccio artico, durante l’inverno, copriva più del doppio dell’area rispetto oggi. La stessa ricerca, tuttavia, conferma che esisteva una piccola oasi senza ghiaccio tra i continenti completamente coperti di ghiaccio e l’oceano ghiacciato, in cui la vita marina era rigogliosa.

Il ricercatore Jochen Knies University dell’Università Artica della Norvegia conferma il fatto che la scoperta è avvenuta mentre la squadra di ricercatori stava cercando prove della vita biologica nei sedimenti sul fondo dell’oceano.
I ricercatori hanno infatti scoperto che in quell’epoca doveva esistere una sorta di corridoio privo di ghiaccio che si estendeva per centinaia di chilometri. Queste regioni, che oggi chiamiamo polinie, sono abbastanza comuni nell’Antartide e nella Groenlandia, si formano grazie ad una combinazione di venti in mare aperto che soffiano dalle vicine calotte di ghiaccio e di acqua calda che sale dal profondo dell’oceano.

In queste aree il ghiaccio la fa da padrone, “oasi” del genere rappresentano una manna dal cielo soprattutto per i mammiferi marini. Inoltre rappresentano qualcosa d’importante anche per quanto riguarda la circolazione oceanica globale.
I ricercatori hanno scoperto che una grande polinia esisteva nell’Artico circa 20.000 anni fa analizzando fossili di alghe.

17.500 anni fa, poi, un aumento dell’acqua dolce fredda proveniente dalle calotte glaciali causò la scomparsa della polinia, fatto che comportò un declino drammatico della vita marina. Secondo ricercatore, ci vollero fino a 2000 anni perché la vita si riprendesse a seguito della scomparsa di questo corridoio di acqua liquida.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati


Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi