Corticosterone, l’ormone dello stress, controlla ritmo circadiano nel cervello

Il cosiddetto “ritmo circadiano” controlla le reazioni e i processi del nostro corpo (ma anche quello di tantissimi altri animali, finanche dei batteri) dalla quantità di ore di sonno fino alla temperatura corporea e molto altro.
Si tratta di un “orologio” interno molto importante e si pensa sia concentrato nel punto in cui nervi ottici si incrociano e inviano i segnali al cervello.

In quest’area il nucleo soprachiasmatico ha il compito di regolare altre aree come il cervelletto e la corteccia cerebrale. Queste aree però non sono direttamente collegate da neuroni e proprio per questo un gruppo di ricercatori dell’Università di Copenaghen ha inteso capire, eseguendo esperimenti sui ratti, come funzionasse alla base il ritmo circadiano in relazione a queste specifiche aree del cervello.

I ricercatori hanno scoperto che il ritmo circadiano utilizza vari agenti di segnalazione flusso sanguigno tra cui l’ormone dello stress, il corticosterone.
“Nell’uomo, l’ormone è noto come cortisolo e sebbene il ritmo del sonno nei ratti sia l’opposto del nostro, in pratica abbiamo lo stesso sistema ormonale”, dichiara nel comunicato stampa presente sul sito dell’università danese Martin Fredensborg Rath, professore del Dipartimento di Neuroscienze.

In una prima fase i ricercatori hanno rimosso il nucleo soprachiasmatico nei ratti e ciò, come era previsto, annullava il ritmo circadiano dei roditori. Tuttavia lo stesso ritmo circadiano del cervelletto veniva ripristinato inoculando nel cervelletto, tramite una particolare micropompa, il corticosterone in diversi momenti sia del giorno che della notte.
Il metodo dava i suoi frutti: con questo supplemento “artificiale” di corticosterone veniva ripristinato l’orologio interno nel cervelletto dei ratti nonostante i ricercatori avessero rimosso il loro nucleo soprachiasmatico, a dimostrazione del ruolo importante di questo ormone.

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