COVID-19, addetti alle pulizie di ospedali più a rischio del personale delle terapie intensive secondo studio

Credito: StockSnap, Pixabay, 2607295

Gli addetti alle pulizie degli ospedali sarebbero più soggetti al rischio di restare infettati dalla COVID-19 rispetto agli stessi medici della terapia intensiva. E la probabilità più bassa di questi ultimi di essere infettati rispetto agli stessi addetti delle pulizie e ad altri operatori sanitari di solito considerati a basso rischio rispetto agli stessi medici sarebbe “significativamente inferiore” come rileva un nuovo studio apparso sulla rivista Thorax e ripreso dalla AFP.

Minoranze etiche più soggette ad infezione da COVID-19

Inoltre gli stessi i ricercatori scoprivano che le persone appartenenti ad etnie nere, asiatiche o comunque minoritarie mostravano una possibilità quasi doppia di rimanere infettate rispetto alle persone bianche.
Si tratta di uno studio che dunque conferma che lo status socio-economico e la razza possono influire sui livelli di assegnazione dei dispositivi di protezione individuale, cosa che naturalmente fluisce sulle statistiche per quanto riguarda i dischi delle infezioni.

Personale delle terapie intensive molto più protetto

Secondo Alex Richter, un professore di immunologia dell’Università di Birmingham ed autore principale dello studio, la discrepanza per quanto riguarda i livelli di rischio per l’infezione dal coronavirus SARS-CoV-2 negli ospedali sarebbe da spiegare nel fatto che gli stessi lavoratori nelle terapie intensive sono molto più protetti rispetto agli addetti alle pulizie ad altri operatori sanitari non correlati alle stesse terapie intensive.

Statistiche: addetti alle pulizie degli ospedali più soggetti all’infezione da SARS-CoV-2

Nel corso delle analisi che hanno effettuato i ricercatori scoprivano che, analizzando i campioni di sangue prelevati da 29 addetti alle pulizie, il 34% di loro aveva gli anticorpi per il nuovo coronavirus, cosa che indicava che erano stati precedentemente infettati.
Facendo lo stesso tipo di analisi per quanto riguarda il personale delle terapie intensive, che almeno apparentemente dovrebbe essere più a rischio, i ricercatori scoprivano una percentuale di infezione più bassa: 15% su 61 soggetti.
La percentuale degli addetti alle pulizie risultava invece simile alle percentuali di infezione per i medici internisti.
Si tratta di dati che indicano che il personale delle terapie intensive è molto più protetto rispetto al personale di altre aree degli ospedali, compresi operatori non sanitari come gli addetti alle pulizie.
“Indipendentemente dalla causa, questa scoperta richiede ulteriori indagini urgenti”, dichiarano i ricercatori.

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