COVID-19, anche l’Estonia chiude frontiere

In relazione alla diffusione del nuovo coronavirus in Europa, l’Estonia ha annunciato la reintroduzione dei controlli alle frontiere dal 17 marzo. Ai viaggiatori stranieri, sostanzialmente, non sarà più permesso di entrare nel paese.
Si tratta di una decisione più dura rispetto a quella di altri paesi in quanto coinvolge tutte le altre nazioni, non solo quelle con il maggior numero di infetti da COVID-19. Chiunque voglia entrare nel paese, infatti, dovrà sottoporsi a due settimane di quarantena.

Il governo ha deciso di mettere in pausa temporanea il trattato di Schengen mentre il diritto all’ingresso sarà limitato solo ai cittadini estoni, coloro che possiedono un permesso di soggiorno in Estonia o a coloro che hanno un familiare che risiede in Estonia.
La chiusura delle alle frontiere sarà in vigore fino a tempo indeterminato e una riunione verrà effettuata ogni due settimane per decidere se le frontiere debbano rimanere chiuse o se le restrizioni possano essere allentate. Naturalmente la decisione dipenderà fortemente dalla diffusione del virus portatore della COVID-19. Non è stato però imposto un divieto di uscita dal paese.

“Per fermare la diffusione del coronavirus e proteggere la salute pubblica, il governo ha deciso di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere su tutto il confine. Tutti i residenti in Estonia e i loro parenti prossimi possono tornare in Estonia. Garantiremo il trasporto necessario per merci e materie prime, a condizione che i trasportatori non mostrino sintomi di malattia”, dichiara in uno comunicato il Primo Ministro Jüri Ratas.

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