COVID-19, asma forse non è particolare fattore di rischio secondo nuovo studio

L’asma potrebbe poi non essere questo grande fattore di rischio per la COVID-19 grave secondo un nuovo studio apparso su Annals of the American Thoracic Society . I ricercatori, guidati da Fernando Holguin , ricercatore dell’ospedale dell’Università del Colorado, hanno analizzato vari pazienti ricoverati per COVID-19 a loro volta analizzati in 15 studi revisionate tra pari e pubblicati in precedenza.
Hanno inoltre analizzato anche le cartelle cliniche di altri 436 pazienti affetti da COVID-19 ricoverati presso lo stesso ospedale dell’Università del Colorado. Analizzando statisticamente questi dati ed effettuando confronti hanno quindi tentato di capire la prevalenza dell’asma per valutare le probabilità che i soggetti con questa patologia possano venire intubati più spesso rispetto a quelli senza asma.

I ricercatori scoprivano che la percentuale di persone asmatiche tra quelle ricoverate per COVID-19 era pressoché simile alla percentuale di prevalenza di asma nelle popolazioni delle località afferenti agli studi. Si tratta di un risultato che è in contrasto con le statistiche riguardanti l’influenza. Quest’ultima, infatti,fa ricoverare maggiormente (fino al 20%) gli asmatici rispetto ai non asmatici,almeno negli Stati Uniti, come spiegano gli autori.
“Utilizzando i dati del nostro ospedale, abbiamo anche osservato che tra i pazienti COVID-19, quelli con asma, che avevano un tasso di prevalenza del 12%, non sembravano avere maggiori probabilità di essere intubati rispetto ai non asmatici”,spiegano i ricercatori.

Secondo i ricercatori ciò potrebbe essere spiegato anche con l’utilizzo di corticosteroidi assunti dai soggetti con asma tramite inalatori. I corticosteroidi, infatti, secondo i ricercatori, potrebbero rendere più difficile per il coronavirus introdursi tramite le vie aeree.
Gli individui con asma che utilizzano o non utilizzano corticosteroidi, potrebbero inoltre avere livelli più bassi di espressione dell’ ACE2 , l’importante proteina che il virus SARS-CoV-2 usa per introdursi nel corpo.
Tuttavia questi collegamenti andrebbero ulteriormente approfonditi con nuovi studi più mirati, come lascia intendere lo stesso Holguin .

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