COVID-19, asma non sembra particolare fattore di rischio secondo scienziati della Rutgers

Credito: Bob Dmyt, Pixabay, 5140667

L’asma non sembrerebbe essere un particolare fattore di rischio per quanto riguarda l’infezione del virus della COVID-19 e neanche per quanto riguarda le sul livello di gravità una volta che l’infezione è avvenuta, secondo gruppo di ricerca della Rutgers University.

Secondo quanto afferma, Reynold A. Panettieri Jr., un medico esperto polmonare nonché direttore del Rutgers Institute for Translational Medicine and Science, ad oggi si sa che ci sono alcune caratteristiche che possono essere considerate come fattori di rischio per lo sviluppo la progressione della malattia COVID-19, causata dal coronavirus SARS-CoV-2.
Tra queste caratteristiche ci sono l’età più avanzata e condizioni pregresse come patologie cardiache, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva, diabete e obesità.

Tuttavia le persone che già soffrono di asma sembrano non essere particolarmente colpite dal SARS SARS-CoV-2 rispetto alle persone non asmatiche.
Ciò potrebbe essere dovuto, per esempio, anche al fatto che le persone che soffrono di asma sanno di far parte di una colorazione più vulnerabile e quindi pongono una maggiore attenzione sull’igiene personale su distanziamento sociale.

Per quanto riguarda l’uso di corticosteroidi per via inalatoria, non è ancora ben chiaro in che modo possono ridurre la capacità del virus di replicarsi anche perché alcuni studi hanno dimostrato che gli steroidi sembrano ritardare l’eliminazione di virus SARS e MERS, virus che sono molto simili SARS-CoV-2, dal tratto respiratorio.
Andranno dunque effettuati nuovi studi per capire come gli steroidi assunti per via inalatoria possono interagire con la COVID-19.
Lo studio completo è disponibile sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

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