COVID-19, cori al chiuso aumentano diffusione del virus secondo studio

Cantare in gruppo senza mascherina può aumentare la diffusione del virus SARS-CoV-2, portatore della COVID-19, secondo uno studio condotto da una professoressa di ingegneria meccanica dell’Università del Colorado a Boulder, Shelly Miller.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Indoor Air, conferma dunque il pericolo dell’inalazione di particelle di aerosol espulse da un’altra persona anche se quest’ultima è relativamente lontana se ci si trova in un ambiente chiuso non ventilato.

Questo studio conferma dunque i sospetti di quello che sembra sia davvero successo a Skagit Valley, Washington, quando il 10 marzo una persona con sintomi lievi di COVID-19 ha partecipato alle prove di un coro per una durata totale di 2,5 ore in un ambiente chiuso.
Nelle settimane seguenti, più di 50 persone che parteciparono a questo evento contrassero la malattia, quasi tutti quelli presenti, e due di essi morirono. I partecipanti stessi avvertirono di aver preso tutte le precauzioni necessarie evitando di toccarsi e di toccare superfici condivise, usando contemporaneamente disinfettante per le mani. Tuttavia non indossavano delle mascherine e l’ambiente non fu ventilato per tutta la durata dell’evento.

Subito il sospetto cade sulle goccioline di aerosol, goccioline piccole che possono galleggiare nell’aria proprio perché leggerissime e possono essere letteralmente sputate dalle persone anche quando si respira, maggiormente quando si parla e ancora di più quando si canta. Secondo gli scienziati è stata proprio la scarsa ventilazione all’interno di questo ambiente ad aver portato ad un accumulo di aerosol prodotti dai cantanti.
“L’inalazione di aerosol respiratorio infettivo da ‘aria condivisa’è stata la principale modalità di trasmissione”, spiega Jose-Luis Jimenez, uno degli autori dello studio nonché ricercatore presso l’Istituto cooperativo per la ricerca in scienze ambientali (CIRES).

Le analisi effettuate dai ricercatori hanno dimostrato che abbreviando il tempo dell’esecuzione dell’evento da 2,5 ore a 30 minuti avrebbe potuto ridurre il tasso di infezione dall’87% al 12%. Inoltre altre precauzioni come l’uso di mascherine, un miglioramento della ventilazione, l’utilizzo di purificatori d’aria portatili o la riduzione del tempo delle prove della metà avrebbero potuto ridurre il numero delle persone infette da 52 a solo 5.

“Il canto è noto per rilasciare elevate quantità di aerosol”, spiega la Miller e proprio per questo gli stessi ricercatori consigliano di condurre eventi del genere, che vedono molte persone cantare contemporaneamente, come quelle di un coro, all’aperto se possibile e in ogni caso di gestire con molta attenzione questi eventi se debbono essere portati avanti in un ambiente chiuso. D’altronde eventi simili di “super diffusione” del virus si sono verificati con eventi che hanno visto dei cori anche in altri paesi tra cui Austria, Paesi Bassi, Canada, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia, come rileva il comunicato stampa dello studio.

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