COVID-19, due studi esaminano come impatta sull’intestino

Due nuovi studi, apparsi su Gastroenterology, analizzano l’impatto che il nuovo coronavirus portatore della COVID-19 sul tratto digestivo umano.

Come riferisce il relativo comunicato apparso sul sito della American Gastroenterological Association (primo collegamento in basso), una fetta sostanziale delle persone infette da questo coronavirus mostra nausea, vomito, diarrea e/o fastidi addominali prima dei sintomi relativi all’apparato respiratorio.

Proprio questo gli stessi ricercatori raccomandano il monitoraggio anche dei pazienti con disagi gastrointestinali, una cosa che potrebbe permettere di rilevare e di diagnosticare la COVID-19 ancor prima rispetto ad un monitoraggio dei soli fastidi respiratori.

Gli stessi ricercatori confermano inoltre che il virus può diffondersi anche nelle feci in quanto l’RNA virale può essere individuato proprio nelle feci dei pazienti infetti.

Inoltre l’infezione del tratto gastrointestinale e dunque anche le potenzialità per quanto riguarda la trasmissione attraverso residui fecali o tramite l’apparato orale, possono perdurare anche dopo la clearance virale dell’apparato respiratorio.
Questo significa che la prevenzione per la trasmissione del virus deve considerare anche il rischio di trasmissione fecale-orale.

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