COVID-19 e gruppo sanguigno: ci sono collegamenti? Ecco cosa ha scoperto uno studio

Non c’è relazione tra il gruppo sanguigno e eventuali peggioramenti dei sintomi della COVID-19: lo rileva un nuovo studio apparso su Annals of Hematology che però lascia comunque intravedere l’esistenza di un collegamento interessante.
I ricercatori del Massachusetts General Hospital hanno infatti scoperto che gli individui sintomatici con gruppi sanguigni B e AB che erano Rh+ mostravano probabilità più grandi di risultare positivi per la COVID-19 a differenza di quelli sintomatici con il gruppo sanguigno O che mostravano probabilità più basse.

“Abbiamo dimostrato, attraverso uno studio multiistituzionale, che non vi è motivo di ritenere che un determinato gruppo sanguigno ABO porterà ad un aumento della gravità della malattia”, spiega Anahita Dua, autrice senior dello studio.
Lo studio, in pratica, mette fine alle voci e ai precedenti sospetti riguardo ad una possibile associazione tra il gruppo sanguigno A e eventuali rischi più elevati di infezione da COVID-19 e di conseguente livello di mortalità.

I ricercatori hanno analizzato 1289 persone adulte sintomatiche dimostratesi poi positive alla COVID-19. I pazienti provenivano da cinque ospedali americani ed erano stati trattati in questi istituti dal 6 marzo al 16 aprile del 2020.
Come spiegala stessa Dua, alla fine il team di ricercatori ha scoperto che i marcatori dell’infiammazione collegata alla COVID-19 erano simili in tutti i pazienti in maniera indipendente da loro gruppo sanguigno.

Quello che hanno scoperto è che sembravano esserci più probabilità di essere infettati dal virus per le persone sintomatiche con gruppi sanguigni B e AB che erano Rh+ positivi e meno probabilità per le persone sintomatiche con gruppo sanguigno O di risultare positive. Si tratta risultati che devono comunque essere “ulteriormente esplorati”, come spiega Dua, per capire la natura di questo collegamento.

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