COVID-19, ecco gli strumenti musicali a fiato più pericolosi

Gli strumenti musicali a fiato analizzati dai ricercatori (credito: Doi: 10.1101/2020.08.03.20167833 | medRxiv | Ruichen He, Linyu Gao, Maximilian Trifonov, Jiarong Hong)

Un nuovo studio pubblicato su medRxiv conferma che gli strumenti musicali a fiato possono rappresentare una fonte di produzione di aerosol e quindi un mezzo per facilitare la diffusione del nuovo coronavirus.
Secondo gli studiosi, non solo il canto ma anche degli strumenti a fiato, quando utilizzati, producono quantità consistenti di aerosol (le goccioline di saliva emesse dalla bocca che possono galleggiare nell’aria).
Anzi, secondo i ricercatori, questi strumenti musicali ne producono anche di più rispetto al normale parlare o cantare, azioni che pur prevedono l’espulsione di fiato e, immancabilmente, di goccioline di saliva.

I ricercatori hanno analizzato i flussi d’aria risultanti dall’utilizzo degli strumenti a fiato come tube, trombe, clarinetti, flauti, oboe, e simili per un totale di 10 strumenti analizzati.
Gli scienziati confermano che la quantità di aerosol emesso durante l’utilizzo di questi strumenti varia in base a diversi fattori tra cui l’ordine di grandezza dello strumento stesso, lo stile musicale, il design dello strumento e le caratteristiche della fuoriuscita dell’aria dello strumento.
Ad esempio uno strumento più lungo e più stretto tende di più a conservare l’aerosol che tende maggiormente a depositarsi all’interno del tubo.

Per eseguire le analisi ricercatori hanno analizzato l’utilizzo di questi strumenti da parte di 15 musicisti, non infetti da COVID-19, con un’età tra i 35 e i 60 anni. Lo strumento che mostravano la quantità di aerosol emesso più bassa era la tuba mentre la tromba, l’oboe e il trombone basso erano gli strumenti che ne producevano di più, sempre confrontati alla quantità di goccioline emesse dal normale parlare.
Infine i ricercatori scoprivano che, a parte la quantità delle particelle di saliva emesse, tutti questi strumenti musicali a fiato e generavano particelle più grandi di quelle emesse dal normale parlare oppure tramite la respirazione. Ciò è dovuto, secondo i ricercatori, al livello di forte espirazione che c’è bisogno per produrre solo questi strumenti.

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