COVID-19 in Malesia: chiusi confini, scuole, negozi e raduni vietati, 566 gli infetti

Anche la Malesia proibisce agli stranieri di entrare nel paese a seguito della pandemia di COVID-19, il coronavirus inizialmente diffusosi nella Cina continentale e poi propagatosi in tutto il mondo.
Le drastiche misure sono state annunciate dal Primo Ministro Muhyiddin Yassin oggi. Oltre al divieto di ingresso agli stranieri c’è anche il divieto per i cittadini malesi di viaggiare all’estero. I cittadini che ora si trovano all’estero ee che vorranno rientrare dovranno trascorrere un periodo di quarantena di 14 giorni.

Le scuole resteranno chiuse per due settimane a partire da mercoledì mentre i raduni saranno vietati. Saranno inoltre chiusi i luoghi di culto e le attività commerciali, tranne quelli per i generi di prima necessità, tra cui i supermercati e le banche.
Attualmente non sono registrati decessi in Malesia per quanto riguarda l’epidemia di COVID-19 ma il paese ha già registrato 566 persone positive al virus. Si tratta del numero più alto, ad oggi 16 marzo 2020, per quanto riguarda l’area del sud-est asiatico.

Molte di queste infezioni sono ritenute collegate ad una serie di raduni di massa tenutisi dal 27 febbraio al 1º marzo per una celebrazione islamica che hanno visto la partecipazione di quasi 20.000 persone. Migliaia di queste persone provenivano dal Bangladesh, dalle Filippine, da Singapore, dalla Thailandia e da Brunei.

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