COVID-19 in Thailandia avanza così come crisi economica, 600 per ora i casi positivi

I casi di persone infette da COVID-19 in Thailandia continuano a crescere tra le ovvie preoccupazioni degli abitanti ma soprattutto delle autorità. Finora sono stati registrati quasi 600 casi positivi e le autorità temono che il paese non sarà risparmiato da una crisi totale con l’avanzare del numero dei contagi.
Attualmente i focolai sembrano concentrati nella capitale, Bangkok, tanto che il ministro della salute della Thailandia ha intimato ai cittadini dell’area di non viaggiare affinché il virus non si diffonda

Per il sud-est asiatico si può fare lo stesso discorso dell’Africa: per il momento la diffusione del virus rimane relativamente sotto controllo ma, come i casi in Europa ci hanno insegnato, così come negli Stati Uniti, basta un focolaio non controllato affinché il numero dei contagi possa salire inizialmente a livello esponenziale.
Per il momento, tra le varie restrizioni che il governo ha imposto, c’è anche una limitazione all’apertura dei night-club e degli stadi di boxe, due tra i locali tipici del paese e tra i più frequentati dalla popolazione così come dai turisti.

Le restrizioni riguardano soprattutto Bangkok. Nella capitale sono stati chiusi anche la maggior parte degli spazi pubblici dei negozi come piscine e campi da golf. E anche i thailandesi stanno facendo le oramai classiche file ai supermercati che vedono la gente accaparrare quanta più merce e quanto più cibo possibile.
Sul fronte dei trasporti aerei, Bangkok Airways e Thai AirAsia hanno annunciato di aver cancellato i voli internazionali. Si tratta di restrizioni che naturalmente stanno intaccando quello che è il primo settore economico del paese, ossia il turismo, cosa che sta portando la Thailandia, lentamente, verso una crisi perfettamente paragonabile a quella che dovranno sopportare i paesi europei e probabilmente anche gli Stati Uniti.

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