COVID-19, mascherine di stoffa, anche fatte in casa, utili per limitare diffusione del virus

Un ulteriore studio sottolinea l’utilità dell’utilizzo delle maschere di stoffa per limitare la diffusione del virus SARS-CoV-2 che ha causato una pandemia globale a causa della diffusione della relativa patologia denominata COVID-19.
È uno studio, e non è il primo, che contrasta con le teorie, probabilmente non supportare a livello scientifico, secondole quali le maschere di stoffa fatte in casa sono praticamente inutili.
In realtà, come riferiscono i ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia e dalla McMaster University in Canada, le maschere in stoffa, ad esempio quelle in cotone fatte in casa, “forniscono livelli clinicamente utili di filtrazione”. I dettagli si trovano uno studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings.

Il ricercatore Juan Jesus Carrero, professore di epidemiologia del Dipartimento di Epidemiologia medica e Biostatistica e autore corrispondente dello studio, ammette che è difficile ottenere prove dirette di tipo scientifico in relazione al fatto che le maschere facciali possano ridurre la trasmissione del virus SARS-CoV-2: dovrebbe essere eseguito uno studio randomizzato di ampie dimensioni, che tenga conto di numerosi fattori e che comunque dovrebbe essere basato su dati raccolti in un periodo di tempo relativamente lungo, non i pochi mesi di questa pandemia.

Tuttavia sono diversi gli studi che mostrano chiaramente che le mascherine possono comunque proteggere chi le indossa e gli altri e che comunque, come si suol dire, meglio con mascherina che senza.
Le ulteriori prove raccolte da Carrero e colleghi supportano ancora di più quest’idea.
I ricercatori infatti hanno compiuto uno studio di revisione analizzando 25 articoli scientifici pubblicati in precedenza tutti incentrati sull’argomento della funzionalità relativa alla filtrazione delle maschere in tessuto, stoffa in altri materiali.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che lemascherine facciali in stoffa, benché non possono ridurre del tutto la possibilità che i virus possano passarci attraverso, riducono comunque la diffusione delle particelle emesse dalla bocca nell’ambiente circostante, soprattutto durante un colpo di tosse o un inatteso starnuto, e dunque riducono le particelle inalate dalle persone vicine.
“Può sembrare controintuitivo che il tessuto, con lo spazio tra i fili che è visibile ad occhio nudo, possa bloccare le particelle fini nella gamma di dimensioni dell’aerosol, ma i dati mostrano inequivocabilmente che questo è il caso. Anche i singoli strati bloccano alcune particelle e gli strati multipli funzionano ancora meglio”, spiega Carrero.

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