COVID 19, nel 2020 quasi il 23% di morti in eccesso negli Stati Uniti secondo studio

Morti in eccesso nel corso degli ultimi 10 mesi del 2020 negli Stati Uniti stato per stato (credito: Studio/VCU University Relations)

Le morti in eccesso durante gli ultimi 10 mesi del 2020 sono aumentate del 22,9% a livello nazionale negli Stati Uniti secondo un nuovo studio apparso sul Journal of the American Medical Association[2] e secondo un comunicato pubblicato sul sito della Virginia Commonwealth University (VCU).[1]

Si tratta di un dato nettamente superiore ai normali tassi di morti in eccesso negli Stati Uniti. Si tratta di quel tasso che considera il numero di morti che è al di sopra del numero che ci si aspetterebbe sulla base della media dei cinque anni precedenti. Questo numero di morti in eccesso di solito è costante e il tasso può oscillare dall’1% al 2%. In questo caso, invece, siamo ad un tasso di morti in eccesso che supera il 22%, un tasso naturalmente alimentato dalla pandemia di COVID-19 in corso ma anche da molte altre morti che, per certi versi, possono essere collegate alla stessa pandemia anche se non in maniera diretta (si pensi, per esempio, alle mancate visite mediche per determinate patologie che non sono avvenuti a causa della stessa pandemia).

Secondo quanto segnala nel comunicato sul sito dell’Università americana Steven Woolf, l’autore principale dello studio nonché direttore emerito del Center on Society and Health della VCU, il 72% delle morti in eccesso calcolate durante gli ultimi 10 mesi del 2021 (dal 1° marzo 2020 al 2 gennaio 2021) è stato causato direttamente dalla COVID 19. Il restante 28% non è stato causato direttamente dal virus (nei certificati di morte era presente altra causa) anche se, secondo i ricercatori, diverse di queste potrebbero essere effettivamente state causate anch’esse dalla COVID 19.

Infatti in questo 28%, come spiega chiaramente il ricercatore, andrebbero incluse tutte quelle morti causate da una serie di motivazioni legate alla stessa pandemia, ad esempio quelle relative alla mancata ricerca o alle mancate cure anche in casi di emergenza nonché alle mancate cure per malattie croniche come il diabete.
Nel 28% delle morti non direttamente attribuibili al nuovo coronavirus potrebbero essere inoltre inseriti tutti quei casi di crisi derivanti da cambiamenti comportamentali come il suicidio o l’overdose di droghe o farmaci. Si tratta di soggetti “le cui vite sono state essenzialmente prese dalla pandemia”, come spiega lo stesso Woolf.[1]

Note e approfondimenti

  1. U.S. deaths normally change less than 2% each year. In 2020, they rose nearly 23%. (IA)
  2. Excess Deaths From COVID-19 and Other Causes in the US, March 1, 2020, to January 2, 2021 | Infectious Diseases | JAMA | JAMA Network (IA) (DOI: 10.1001/jama.2021.5199)
  3. COVID Drove 23% Spike in U.S. Deaths In 2020 – Consumer Health News | HealthDay (IA)

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