COVID 19, potrebbero esserci più gatti infetti di quanto calcolato in precedenza secondo nuovo studio

Credito: chiplanay, Pixabay, 5032894

Potrebbero esserci in giro più gatti infetti da COVID-19 di quanto immaginato secondo un nuovo studio apparso su Emerging Microbes & Infections. I ricercatori dell’Università Agricolturale Huazhong hanno infatti eseguito l’analisi dei campioni di sangue prelevati da 102 gatti in Cina tra il gennaio e il marzo del 2020, dunque nel pieno del primo focolaio. Oltre al sangue i ricercatori hanno raccolto anche tamponi nasali e tamponi anali.
I risultati mostravano la presenza di anticorpi da COVID-19 in 15 dei campioni di sangue mentre nessuno dei gatti risultava effettivamente positivo al COVID-19 né mostrava dei sintomi evidenti. Oltre a soggetti chiaramente infettati da padroni ai quali era stata diagnosticata la COVID-19, i ricercatori scoprivano la presenza anche di gatti infettati da altri gatti. Inoltre tra i gatti infettati c’erano anche gatti abbandonati oppure che risiedevano presso strutture che ospitano animali da compagnia.

Questo studio non prova che è possibile la trasmissione da gatto a uomo ma ciò non vuol dire che non debbano essere prese delle precauzioni, come lascia intendere Meilin Jin, uno dei ricercatori impegnati nello studio secondo il quale le infezioni di questi gatti sono perlopiù da spiegare con il contatto con umani già infetti da COVID-19 oppure con un ambiente inquinato dal SARS-CoV-2, il virus che la provoca.
Secondo il ricercatore è d’uopo pensare di prendere delle precauzioni mantenendo le distanze anche dai gatti perché anche questi ultimi, come presumibilmente altri animali da compagnia come i cani, possono essere considerati degli animali a rischio. Inoltre questo stesso studio, benché prodotto analizzando i gatti, potrebbe rivelarsi utile anche per valutare capire le caratteristiche degli anticorpi sviluppati dagli esseri umani contro il SARS-CoV-2, secondo i ricercatori.

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