COVID-19, scienziati creano equazione per calcolare possibilità di trasmissione del virus

L’equazione creata dal team di scienziati prende in considerazione varie variabili tra cui il numero di goccioline di saliva espulse per secondo, la media del numero di particelle di virus presenti per ogni gocciolina, la frazione di goccioline espulse che poi raggiungono l’altra persona, eccetera (credito: Marissa Lanterman / Johns Hopkins University)

Ispirandosi alla nota equazione di Drake, un team di ricercatori della scuola di ingegneria della Johns Hopkins presenta, in un nuovo studio pubblicato su Physics of Fluids, una nuova formula per comprendere e calcolare con maggior dettaglio le possibilità che il virus SARS-CoV-2 possa trasmettersi per via aerea da una persona ad un’altra.
L’equazione dell’astronomo Frank Drake fu sviluppata per calcolare la probabilità di trovare una civiltà extraterrestre intelligente nella via Lattea. Apparentemente molto semplice, questa equazione fa discutere ancora oggi: alcuni la trovano interessante e stimolante, utile anche per innescare nuove discussioni sulla possibilità di esistenza di civiltà aliene intelligenti, mentre altri la ritengono troppo piena di variabili obiettivamente sconosciute.

Tuttavia, secondo Rajat Mittal, uno degli autori dello studio nonché professore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, questa nuova formula, più dell’equazione di Drake, potrebbe rivelarsi utile a livello pratico. Potrebbe, per esempio, aiutare a creare una sorta di “linguaggio comune” per capire i fattori di rischio Coinvolto nella diffusione del virus SARS-CoV-2: “Che cosa deve realmente accadere per essere infettati? Se riusciamo a visualizzare questo processo in modo più chiaro e quantitativo, possiamo prendere decisioni migliori su quali attività riprendere e quali evitare”, spiega il ricercatore.

La nuova formula, denominata “disuguaglianza di trasmissione aerea del contagio”, presenta una previsione del rischio che comunque può variare notevolmente a seconda dello scenario: “Immagina due persone sul tapis roulant in palestra; entrambi respirano più forte del normale. La persona infetta espelle più goccioline e la persona non infetta inala più goccioline. In quello spazio ristretto, il rischio di trasmissione aumenta di un fattore 200”, spiega ancora Mittal.
La stessa formula, secondo lo scienziato, può rivelarsi utile per capire anche la reale utilità delle mascherine e del distanziamento sociale.

Ad esempio la stessa formula calcola che se due persone indossano entrambe maschere N95, il rischio di trasmissione del virus da una persona all’altra viene ridotto di un fattore 400. In pratica esiste meno dell’1% di possibilità di contrarre in questo caso il virus.
Anche le mascherine semplici, quelle fatte in tessuto o le più classiche “mascherine chirurgiche”, comunque, secondo la formula, tendono a ridurre significativamente le probabilità di trasmissione.
“Riteniamo che il nostro modello possa informare studi futuri che colmeranno queste lacune nella nostra comprensione della COVID-19 e forniranno una migliore quantificazione di tutte le variabili coinvolte nel nostro modello”, spiega Mittal.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook