COVID-19, scienziati identificano sei tipologie di cui tre più gravi

Sono almeno sei i “tipi” di COVID-19, la patologia causata dal coronavirus SARS-CoV-2, di cui alcuni più pericolosi di altri, secondo un articolo pubblicato sul sito del King’s College di Londra che si rifà ad uno studio per il momento pubblicato solo su medRxiv (vedi secondo link in basso), dunque ancora non sottoposto a peer review.
I sintomi chiave sembrano essere tre: la tosse, la febbre e la perdita dell’olfatto, una condizione denominata anche anosmia.

Le sei tipologie di virus SARS-CoV-2 individuate dai ricercatori sono:

  • “Simil-influenzale” senza febbre: porta di solito a sintomi quali mal di testa e perdita dell’olfatto nonché dolori ai muscoli, alla gola, al torace, più la tosse. Non provoca febbre.
  • “Simil-influenzale” con febbre: mal di testa e perdita dell’olfatto, tosse, mal di gola, raucedine. Causa inoltre la febbre.
  • Gastrointestinale: tosse, mal di testa, perdita di olfatto, perdita di appetito, mal di gola, dolore al torace e in più diarrea.
  • Livello uno grave, affaticamento: mal di testa, perdita di olfatto, febbre, tosse, raucedine, dolore al torace, affaticamento
  • Livello due grave, confusione: mal di testa, perdita di olfatto e di appetito, tosse, febbre, raucedine, mal di gola, dolore toracico, dolore muscolare, affaticamento e in più stati confusionali
  • Livello tre grave, addominale e respiratorio: tutti i sintomi del livello due più il respiro corto, la diarrea e il dolore addominale

Tra i soggetti analizzati dai ricercatori, le persone con i livelli gravi uno, due e tre erano di solito persone più anziane e più fragili, con più probabilità di essere in sovrappeso oppure con patologie già esistenti come diabete o condizioni vari ai polmoni.
Secondo Claire Steves, ricercatrice del King’s College che ha partecipato allo studio, se si riesce a capire in quale tipologia di COVID-19 può essere “categorizzato” il paziente durante i primi giorni dell’infezione, si ha più tempo per un intervento precoce e per capire se è essenziale monitorare l’ossigeno nel sangue o i livelli di zucchero oppure se è utile un’adeguata idratazione. Interventi abbastanza semplici ma che nelle prime fasi possono risultare essenziali.

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