COVID-19, soggetti con ipertensione e diabete più a rischio di complicazioni neurologiche secondo studio

Credito: geralt, Pixabay, 5066272

Alcuni studi hanno mostrato che determinati pazienti ammalatisi di COVID-19 sembrano essere a rischio più alto di complicazioni neurologiche tra cui il sanguinamento nel cervello e ictus. Secondo un nuovo studio presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA), questi peggioramenti collegati alla COVID-19, spesso pericolosi anche per la vita, sembrano essere più comuni nei pazienti con ipertensione e con diabete.

Si tratta di un ulteriore studio che mostra che il virus della COVID-19, denominato SARS-CoV-2, anche se in prima istanza tende ad attaccare le cellule e le aree del sistema respiratorio, può portare a problematiche spesso anche abbastanza diverse in altre aree del corpo.
Lo specifica anche Colbey W. Freeman, ricercatore del Dipartimento di Radiologia della Penn Medicine a Philadelphia, che parla di effetti che “si estendono ben oltre il torace”. In questo caso le conseguenze della COVID-19 possono riguardare il cervello e sono tra le conseguenze più devastanti questa malattia.

I ricercatori sono giunti alla conclusione del loro studio analizzando diversi pazienti con COVID 19 sottoposti a varie analisi da gennaio ad aprile del 2020. Su un totale di 1357 pazienti COVID-19 ricoverati durante questi quattro mesi, ad 81 di essi era stata eseguita anche una scansione cerebrale. Spesso quest’ultima si esegue quando si nota nel paziente uno stato mentale alterato o un deficit neurologico focale come un problema nel linguaggio o nel sistema visivo.
Degli 81 pazienti a cui era stata fatta la scansione del cervello, 18 di essi mostravano situazioni di emergenza o critiche, tra cui ictus, sanguinamento nel cervello e vasi sanguigni bloccati. Circa la metà dei pazienti aveva una storia preesistente di ipertensione e/o diabete di tipo 2.

“COVID-19 è associato a manifestazioni neurologiche e ipertensione e diabete mellito di tipo 2 sono comuni negli individui che sviluppano queste manifestazioni”, spiega Freeman. “Queste popolazioni possono essere a maggior rischio di complicanze neurologiche e dovrebbero essere monitorate attentamente”.
Al momento i meccanismi che portano a problemi neurologici derivanti dalla malattia COVID-19 non sono ancora conosciuti ma i ricercatori credono che siano da ricondurre alle infiammazioni associate all’infezione del virus.

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