COVID-19, tempesta di citochine ha un ruolo limitato secondo nuovo studio

Diversi studi in questi ultimi mesi ci hanno insegnato che una delle cause che rendono la malattia COVID-19 più grave è la cosiddetta “tempesta delle citochine”, una condizione infiammatoria rappresentata da una reazione del sistema immunitario umano nei confronti del virus esagerata e fuori controllo.
Tuttavia un nuovo studio, pubblicato su Science Advances, mostra che in molti casi di COVID grave la risposta immunitaria antivirale è più che altro soppressa, almeno rispetto ad altri adulti con un’altra infezione respiratoria virale simile, ossia l’influenza.

Iperinfiammazione in pazienti COVID-19 meno diffusa di quanto calcolato in precedenza secondo i ricercatori

I ricercatori del St. Jude Children’s Research Hospital e della Washington University School of Medicine di St. Louis suggeriscono dunque che i pazienti con COVID-19 probabilmente non sono candidati ad essere trattati con steroidi tra cui il desametasone.
I ricercatori hanno calcolato, nel corso delle loro analisi, che meno del 5% dei soggetti ammalatisi di COVID-19 avevano avuto una risposta immunitaria iperinfiammatoria pericolosa per la vita, in sostanza la cosiddetta “tempesta di citochine”.

Cosa sono le citochine

Le citochine sono proteine che vengono prodotte dalle cellule del sangue e che sono alla base della risposta immunitaria del corpo. Tuttavia la stessa produzione di citochine può essere eccessiva e in quel caso si produce una infiammazione nonché danni di varia natura ai tessuti. Per il trattamento possono essere prescritti steroidi quali il desametasone ma questi stessi farmaci, in quei pazienti in cui la risposta immunitaria è già di per sé soppressa, possono avere un’influenza negativa secondo i ricercatori.

Persona media con COVID-19 sembra avere meno infiammazioni rispetto ad influenza

“Abbiamo identificato un sottoinsieme di pazienti COVID-19 con la gamma ampiamente sovraregolata di citochine, che è un segno distintivo della tempesta di citochine”, spiega Paul Thomas, ricercatore del Dipartimento di Immunologia del St. Jude e autore corrispondente dello studio. “Ma, nel complesso, la persona media con COVID-19 – anche i pazienti con malattia da moderata a grave – ha avuto meno infiammazioni rispetto alla persona media con influenza”.
Dunque, secondo i ricercatori, il trattamento che oggi si usa per sopprimere l’iperinfiammazione da tempesta di citochine in realtà sarebbe efficace solo per una minoranza dei pazienti con il profilo iperinfiammatorio.
“Rispetto ai pazienti con influenza, i pazienti COVID-19 hanno mostrato una conta dei linfociti in gran parte equivalente, un minor numero di monociti e un’espressione di HLA di classe II di superficie inferiore su popolazioni di monociti selezionate”, spiegano i ricercatori nell’abstract dello studio.

Come sapere se c’è una tempesta di citochine in corso?

Come fare, dunque, per sapere se nel corpo di la paziente è effettivamente corso una tempesta di citochine? Secondo i ricercatori si può fare un test, neanche troppo complicato o costoso, per misurare il livello di citochine e quindi per capire se il paziente ha davvero bisogno di un trattamento di tipo immunosoppressivo.

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