Crani intenzionalmente allungati di persone vissute tra 12000 e 5000 anni fa trovati in Cina

Due dei crani ritrovati nel sito cinese; quello di destra presenta una forma notevolmente allungata (credito: American Journal of Physical Anthropology, 2019)

È stato definito come il più antico caso di modificazione cranica in un essere umano mai individuato quello scoperto da un gruppo di ricercatori provenienti da Cina, Singapore e Stati Uniti.

I ricercatori, che hanno pubblicato il proprio lavoro sull’American Journal of Physical Anthropology, hanno infatti scoperto dei resti scheletrici in un sito della Cina, denominato Houtaomuga, che presentavano segni di modificazioni craniche intenzionali.

La modificazione cranica è un processo che vede l’alterazione della forma del cranio in via intenzionale e che è effettuata, nella maggior parte dei casi, legando corde o pezzi di stoffa intorno al teste dei neonati in un periodo della vita durante il quale le ossa del cranio sono ancora morbide, quindi più malleabili.
Nella maggior parte dei casi questa usanza, che ancora oggi si può trovare in alcuni gruppi tribali, è quella di allungare il cranio.

I ricercatori ritengono che questo tipo di modifica venga effettuato per etichettare una persona che appartiene ad una certa elite o comunque una persona speciale.
I ricercatori hanno analizzato i resti di 25 scheletri umani ed hanno scoperto che 11 di questi avevano dei segni di modifiche craniche.

Si trattava di teschi quasi tutti appartenuti a maschi adulti (hanno individuato un solo caso di donna) vissuti in un periodo compreso tra 12.000 e 5.000 anni fa: le ossa infatti non sono state seppellite in quello stesso punto nello stesso periodo.

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