Creata birra al luppolo senza il luppolo con CRISPR

Bicchiere di birra con fiori di luppolo (credito: Pixabay, CC0)

La birra è una bevanda alcolica che si ottiene dalla fermentazione del malto d’orzo con l’aggiunta di luppolo. Un gruppo di ricercatori è riuscito a creare una birra senza però utilizzare il luppolo, considerato come un ingrediente assolutamente necessario per ottenere il classico aroma.
Secondo gli stessi ricercatori, questa nuova tecnica potrebbe diminuire di non poco il ricorso all’utilizzo del luppolo nella produzione della birra, una delle bevande più diffuse in assoluto.

La raccolta del luppolo si rivela infatti molto costosa e lo stesso ingrediente rappresenta il costo principale non solo per i produttori ma, naturalmente, anche per il consumatore finale. Coltivare il luppolo si rivela infatti molto “esoso” in termini ambientali; questa pianta ha bisogno di moltissima acqua per crescere tanto che per produrre il luppolo per una sola pinta di birra c’è bisogno di almeno 50 litri di acqua. Poterne ridurre l’impatto ambientale risulterebbe un risultato non da poco.

I ricercatori, che hanno pubblicato il proprio studio oggi su Nature Communications, hanno utilizzato il metodo CRISPR per manipolare il genoma del lievito di birra. Nello specifico sono riusciti a ricreare ceppi di lievito di birra che non solo assolvono alla funzione classica, ossia quella di far fermentare la birra, ma che riescono anche ad innestare nella stessa birra quel particolare aroma che solo il luppolo, almeno fino ad oggi, è capace di dare.

Per essere certi del risultato, gli scienziati si sono avvalsi di prove di assaggio in cui ai partecipanti veniva fatta assaggiare birra classica e birra modificata geneticamente e i risultati, in termini di apprezzamento e di rilevamento delle differenze, sono risultati molto positivi.
Charles Denby, uno di autori della ricerca, dichiara: “La mia speranza è che se potremo utilizzare la tecnologia per produrre una birra eccezionale prodotta con un processo più sostenibile, la gente lo accetterà”.

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi