Creata plastica che si degrada a comando con la luce: è a base di vaniglina

Credito: Malcolm Manners, flickr, Creative Commons — Attribution 2.0 Generic — CC BY 2.0

Gli scienziati, sempre più consapevoli che il nostro mondo senza la plastica non può neanche essere immaginato, sono sempre alla ricerca di nuovi metodi per creare materiali che assomiglino quanto più possibile ad essa ma che possano essere degradati, in maniera rispettosa per l’ambiente è possibile.

Plastica a base di biomassa che può essere degradata a comando

Un particolare settore relativo alla produzione di bioplastica riguarda quello della produzione di plastica a base di biomassa che può essere degradata a comando. In pratica una volta che si proietta una luce ad una specifica lunghezza d’onda sul materiale quest’ultimo comincia a degradarsi. Si tratta di una cosa utile in quanto non c’è il rischio che il materiale si degradi nell’ambiente quando sottoposto alla luce del sole.

Nuova plastica fatta con vaniglina

Un team di ricercatori interdisciplinare annuncia, in un nuovo studio apparso sulla rivista Angewandte Chemie, di aver creato una nuova plastica fatta con una biomassa, dunque una materia prima rinnovabile, a base di vaniglina. La vaniglina è una molecola presente nella vaniglia e che dona a quest’ultima il suo odore tipico.
La nuova plastica non è caratterizzata dal rischio di un deterioramento prematuro. In questo modo l’eventuale degradazione viene eseguita “a comando” e gli elementi costitutivi del prodotto possono essere poi riciclati e convertiti in altri materiali.

Si degrada con luce alla lunghezza d’onda di 300 nm

I ricercatori hanno sviluppato un polimero reticolato con vari blocchi costitutivi fatti a base di vaniglina. Quando assorbe la luce ad una lunghezza d’onda di 300 nm, il materiale entra in una sorta di stato eccitato. Accade una reazione chimica che poi innesca la degradazione. Lo spettro della luce del sole non viene irradiato sulla superficie della Terra su questa lunghezza d’onda e questo assicura che non ci siano degradazioni non pianificate. In effetti il team, a seguito della degradazione pianificata nel corso degli esperimenti, riusciva a recuperare il 60% dei monomeri costituenti il materiale fotodegradabile.

Note e approfondimenti

  1. Towards Upcycling Biomass‐Derived Crosslinked Polymers with Light – Singathi – – Angewandte Chemie International Edition – Wiley Online Library (DOI:/10.1002/anie.202203353)

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