Creato nuovo ed efficiente semiconduttore organico per schermi flessibili di smartphone

La nicchia dei dispositivi elettronici flessibili, in particolare degli schermi, ed ancora più in particolare di quelli degli smartphone, sta diventando sempre più grande ed è probabile che in futuro, nel giro di pochi anni, sarà più che normale vedere in giro schermi flessibili, finanche ripiegabili o arrotolabili su loro stessi.

Una nuova ricerca, portata avanti da un gruppo di ingegneri dell’Australian National University (ANU), conferma i numerosi passi avanti fatti nel campo. Questa volta gli scienziati hanno creato un semiconduttore con materiali organici e inorganici che converte l’elettricità in luce in maniera molto efficiente. Questo semiconduttore è molto sottile e flessibile e potrebbe essere utilizzato in maniera molto più efficiente di quelli attuali in dispositivi come gli smartphone per renderli totalmente flessibili ma anche per aumentarne l’efficienza.

Inoltre questi dispositivi elettronici, proprio grazie a tale semiconduttori organici, potrebbero essere facilmente riciclati perché biodegradabili, una notizia più che benefica per quanto riguarda l’inquinamento da rifiuti elettronici, una tipologia di inquinamento che sta causando danni sempre più irreversibili all’ambiente.
In questo semiconduttore, la parte organica è caratterizzata da uno spessore di un solo atomo fatto di carbonio idrogeno. Il componente inorganico, invece, ha lo spessore di due atomi.

Larry Lu, ricercatore senior dello studio, parla di una svolta importante nel settore: “Per la prima volta, abbiamo sviluppato un componente elettronico ultrasottile con eccellenti proprietà semiconduttive, una struttura ibrida organica inorganica e abbastanza sottile e flessibile per le tecnologie future, come telefoni cellulari pieghevoli e schermi di visualizzazione”.
Ankur Sharma, altro ricercatore impegnato nello studio, si spinge ancora oltre e parla di un potenziale grazie al quale in pochi anni gli smartphone potrebbero diventare potenti quanto i supercomputer di oggi.

Fonti e approfondimenti



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