Creato il più grande albero genealogico, include 13 milioni di “parenti” e c’è anche Kevin Bacon

Schema di un albero genealogico (credito immagine: Wikimedia Commons)

Quello che molto probabilmente è il più grande albero genealogico mai compilato è stato realizzato dal genetista computazionale Yaniv Erlich della Columbia University. L’albero genealogico collega più di 13 milioni di persone legate tra loro da parentele di sangue o da matrimonio.
L’idea è giunta a Erlich sette anni fa, quando ricevette una e-mail da parte di un lontano cugino attraverso un particolare servizio proposto dal sito web Geni.com. Affascinato dalla cosa, lo scienziato ha ottenuto il permesso di utilizzare decine di milioni di profili pubblici dal sito stesso che funziona sul concetto del crowdsourcing (in sostanza i visitatori forniscono i propri dati per condividere gli alberi genealogici con eventuali lontani parenti).

Erlich e la sua squadra hanno presentato una prima versione dell’albero genealogico già quattro anni fa ma da allora molti più dati sono stati aggiunti. Il ricercatore ha poi confrontando questi dati con 80.000 registrazioni di persone morte nel Vermont. Il risultato finale è un gargantuesco set di dati che rappresenta il più grande albero genealogico mai compilato che collega tra loro 13 milioni di persone che possono considerarsi, effettivamente, come parenti. Curiosità: tra di essi vi è anche l’attore Kevin Bacon.
L’enorme mole di dati dietro al grande albero genealogico è stata poi utilizzata in molteplici modi. Ad esempio i ricercatori hanno tracciato le nascite su una mappa globale nel corso del tempo e hanno catalogato vari eventi migratori, come ad esempio lo sbarco della Mayflower nel 1620 nell’attuale Massachusetts, un evento che portò ad un aumento improvviso delle nascite.

I ricercatori sono stati in grado anche di realizzare una nuova stima per quanto riguarda la durata della vita collegata ai geni. Secondo gli stessi ricercatori solo nel 16% dei casi la vita era determinata dei geni, una conclusione che abbassa la percentuale del 25% calcolata rispetto ad uno studio precedente. Questo suggerisce che la longevità ha più a che fare con caratteristiche quali l’ambiente e il comportamento piuttosto che sui geni.
Si tratta di una ricerca che può essere comunque utilissima in tantissime materie di studio e proprio per questo lo stesso Erlich sta mettendo a disposizione tutti i dati per altri ricercatori.

Fonti e approfondimenti



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