Crema di ruxolitinib utile per trattare vitiligine secondo nuove sperimentazioni

Mano colpita da vitiligine (credito: Produnis, CC BY-SA 3., via Wikimedia Commons)

Una crema topica il cui principio attivo è usato come trattamento per determinate patologie del sangue, può rivelarsi molto utile per contrastare la vitiligine, una malattia della pelle autoimmune che può causare macchie o perdita di colore della pelle.

La crema, basata su una sostanza denominata ruxolitinib, si rivela in particolare molto utile nei casi di vitiligine facciale. Ad eseguire le sperimentazioni che hanno portato a questi risultati è stato un gruppo di dottori del Tufts Medical Center di Boston, tra cui il dermatologo David Rosmarin.
Attualmente non sono conosciute con certezza le cause relative alla vitiligine, una patologia epidermica che coinvolge le cellule della pelle.

Questa patologia è caratterizzata da diversi livelli di gravità e può coinvolgere diverse zone del corpo anche se in generale colpisce le zone esposte, in particolare mani e viso.
Circa la metà delle persone affette da vitiligine contrae questa patologia prima dei vent’anni.
Parliamo di quasi 50 milioni di persone nel mondo, l’1% della popolazione mondiale, dati che fanno comprendere che si tratta di una patologia abbastanza diffusa (ne era affetto, per esempio, anche Micheal Jackson).

Oltre a non conoscere le cause, i ricercatori non sono riusciti a trovare neanche una vera cura anche se esistono dei trattamenti di re-pigmentazione oltre a trattamenti basati sulla fototerapia, sui corticosteroidi topici e sugli inibitori della calcineurina.
Tuttavia si tratta di trattamenti che hanno un’efficacia limitata, come ricorda lo stesso Rosmarin, e alcuni di essi, come la fototerapia, possono avere effetti collaterali non piacevoli.

Lo studio che i ricercatori hanno condotto ha coinvolto 150 persone affette da vitiligine provenienti da 30 diverse località degli Stati Uniti.
A queste persone veniva applicata giornalmente, durante le sperimentazioni durate due anni, una determinata quantità di ruxolitinib sulle zone colpite. Ad altri veniva invece applicata una crema placebo.

Circa metà dei pazienti ai quali veniva applicata la dose più alta di ruxolitinib mostrava un miglioramento stimabile del 50% per quanto riguarda la vitiligine facciale. Gli effetti collaterali potevano essere considerati come lievi (lievi arrossamenti e irritazioni e lieve acne nei siti di applicazione).
Rosmarin si dichiara molto ottimista riguardo all’utilizzo del ruxolitinib per il trattamento della vitiligine, magari combinato con la fototerapia ed esposizione a luce solare.

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