Cristalli liquidi “viventi” con batteri, scienziati cominciano a comprenderne proprietà

Batteri per creare cristalli liquidi “viventi” in modo che possano agire in maniera relativamente autonoma: è un’idea che potrebbe servire una in vari campi tecnologici, per modificare l’immobilità assoluta dei cristalli liquidi tradizionali, che sono fissi e uniformi, e rendere l’intero strato attivo.

Già da diversi anni c’è molto interesse verso questi materiali che si rivelano però molto complessi a tal punto che gli stessi scienziati stanno cercando di capire come generano movimento al proprio interno.
Ora un gruppo di ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago ha mostrato che un sistema di cristalli liquidi come questo può diventare attivo e disordinato creando varie strutture.

Una scoperta che non è solo estetica: questa ricerca può infatti rivelarsi un passo importante per capire come controllare i cristalli liquidi “viventi” e come utilizzarli al meglio.
Juan de Pablo, professore di ingegneria molecolare ed autore della ricerca, dichiara: “La genesi di queste instabilità è stata un argomento di considerevole dibattito, e ora capiamo davvero come funziona questo processo, che alla fine porterà a controllare come si comporta questo materiale”.

Secondo lo stesso de Pablo, il livello di instabilità cresce con il passare del tempo fino a quando si arriva ad un punto in cui il sistema stesso risulta completamente disordinato.
Ora si spera di poter utilizzare queste informazioni per creare e controllare cristalli liquidi “viventi” che possano risultare utili, per esempio, come dispositivo microfluidico per trasportare dei fluidi senza l’utilizzo di pompe o di un sistema di pressione.

“Abbiamo una reale possibilità di controllare questi materiali e utilizzarli per nuove interessanti tecnologie”, riferisce lo stesso de Pablo.

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